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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Messina
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mwjaMessina (mwjqmwjgAFI: [mesˈsiːna] ; mwkqMissina in mwkgsicilianocite-ref-referencea-5-0[5]) è un mwlwcomune italiano di mwma216 406 abitanti,cite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] mwnqcapoluogo dell'mwngomonima città metropolitana, in mwnwSicilia. Sorge nei pressi dell'estrema punta nordorientale della Sicilia (mwoaCapo Peloro) sullo mwoqmwogstretto che ne porta il nome.

Fondata dai mwpaSiculi con il nome di mwpqmwpgZancle nel 757 a.C., che nella mwpwloro lingua significava mwqafalce, venne popolata in seguito da coloni mwqqgreci venendo rinominata mwqgmwqwMessana. Fu un'importante città mwraromana e poi mwrqgreco-bizantina, ma nell'843 venne completamente distrutta dagli mwrgarabi. Quasi abbandonata durante il periodo islamico, risorse in età mwrwnormanna e raggiunse l'apice della sua grandezza fra il tardo mwsaMedioevo e la metà del XVII secolo, quando contendeva a mwsqPalermo il ruolo di capitale del mwsgRegno di Sicilia. Messa a ferro e fuoco nel 1678 dopo una storica mwswrivolta antispagnola che comportò l'annientamento della sua classe dirigente, venne gravemente danneggiata da un mwtaterremoto nel 1783. Fu mwtqassediata durante la mwtgrivoluzione siciliana del 1848 contro mwtwFerdinando II di Borbone, subendo gravi danni. Nel 1908 un altro mwuadisastroso terremoto distrusse la città quasi per intero, provocando la morte di circa metà della popolazione. Ricostruita a partire dal 1912,cite-ref-6[6] spesso in mwvqstile Liberty, la città moderna si presenta con una maglia ordinata e regolare di vie ampie e rettilinee in direzione nord-sud. Essendo un obiettivo strategico, la città dello stretto fu pesantemente bombardata dagli mwvgalleati nel 1943 durante lo mwvwsbarco in Sicilia, venendo colpita da circa 6500 tonnellate di esplosivo in circa 2800 bombardamenti aerei e 4 bombardamenti navali. Tale evento fece guadagnare alla città la mwwamedaglia d'oro al valor militare.cite-ref-0-7-0[7]

È il terzo comune siciliano per abitanti dopo il capoluogo mwyaPalermo e mwyqCatania, nonché il tredicesimo comune italiano per popolazione e la terza città non capoluogo di regione più popolosa d'Italia. Il suo mwygporto, da millenni uno dei principali crocevia commerciali del Mediterraneo e solo in epoca contemporanea divenuto scalo dei mwywtraghetti per il continente, è il primocite-ref-assoporti-it-8-0[8] in Italia per numero di passeggeri in transito.cite-ref-risposteturismo-it-9-0[9] La mwbasede universitaria di Messina è importante e storica: la mwbqStudiorum Universitas fu fondata nel 1548 da mwbgsant'Ignazio di Loyolacite-ref-universit-degli-studi-di-messina-10-0[10].

Contents

Clima
Storia
Simboli
Media
Cucina
Servizi
Turismo
Strade
Porti
Sport
Motori
Vela
Note

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Geografia fisica

Territorio

Situata nell'angolo nord est della mwggSicilia, sulla sponda occidentale dello mwgwstretto di Messina (mwhaMar Ionio)— altitudine 3 metri mwhqs.l.m.cite-ref-geografia-di-messina-11-0[11]— si estende per mwig213,75 km² di superficie comunale. La sua estensione sulla costa (mwiw56 km dalla costa di Giampilieri a sud a quella di Orto Liuzzo a nord), che ne fa la città più "lunga" e più marittima d'Italiacite-ref-12[12].

Il comune si situa a mwkq96 km da mwkgCataniacite-ref-13[13] e mwlw223 km da mwmaPalermocite-ref-14[14], stretta tra le coste ionica e tirrenica e i mwnqmonti Peloritani, si affaccia con il suo grande mwngporto naturale, militare e commerciale, chiuso dalla mwnwpenisoletta a forma di falce di mwoaSan Raineri, di fronte a mwoqVilla San Giovanni e poco più a nord rispetto a mwogReggio Calabria. mwowCapo Peloro, nella zona nord della città, è invece dirimpettaio di mwpaScilla. In queste acque è localizzato il mito di mwpqScilla e Cariddicite-ref-15[15], i cui gorghi sono paragonati alla pena delle anime dell'inferno che girano in tondo e si urtano in eterno ("qui la gente riddi").

«Come fa l'onda là sovra Cariddi, / che si frange con quella in cui s'intoppa, / così convien che qui la gente riddi.»

(Dante Alighieri, Divina commedia, VII canto dell'Inferno.)

Un'epoca del mwrqNeogene, frazione del mwrgMiocene superiore, periodo noto come quello in cui il mwrwMediterraneo aumentò la sua salinità in seguito alla chiusura dello mwsaStretto di Gibilterra, prende il nome di mwsqMessiniano dal ritrovamento a Messina delle sue rocce caratteristiche, le evaporiticite-ref-16[16]. Dal livello del mare, all'interno dello stesso comune, è possibile salire sino a mwtg1 127 metri s.l.m.cite-ref-geografia-di-messina-11-1[11], tramite i mwuwcolli che sovrastano la città, al mwvamonte Dinnammare, dal latino "bimaris", due mari. Da qui la vista spazia sui due mari della città, lo lonio, sullo stretto di Messina e il Tirreno. Ad est, è possibile vedere l'intera città di Messina, mentre al di là del mare la Calabria dal suo punto più meridionale sino a mwvqPizzo Calabro, in mwvgprovincia di Vibo Valentia. Nelle giornate più limpide, da Messina Nord è possibile scorgere anche la forma triangolare di mwvwMonte Cocuzzo, in provincia di Cosenza. A sud, è nettamente visibile l'imponente vista dell'mwwaEtna. A nord ovest, le mwwqisole Eolie e la costa tirrenica con Capo mwwgMilazzo, Capo mwwwTindari e Capo Calavà di mwxaGioiosa Mareacite-ref-geografia-di-messina-11-2[11]. La città si sviluppa prevalentemente in senso longitudinale lungo la costa dello stretto senza soluzione di continuità da mwyqGiampilieri Marina a mwygCapo Peloro per 32mwyw kmcite-ref-territorio-di-messina-17-0[17] nella fascia jonica. La fascia tirrenica, di mw0a24 km,cite-ref-territorio-di-messina-17-1[17] si estende da mw1qCapo Peloro a Ponte Gallo. L'area urbana centrale, che può essere racchiusa tra i torrenti Annunziata e San Filippo, oggi coperti dal piano stradale, è lunga circa mw1g12 km, con scarsa propensione verso mw1wovest dovuta ai contrafforti collinari dei Peloritani, che impediscono lo sviluppo di un ampio reticolato urbano geometrico in tale direzione. L'estrema vicinanza dei monti conferisce alla parte occidentale della città una certa pendenza, superata con scalinate e attraversata dalla panoramica circonvallazione situata a monte. Sono presenti verso l'interno, numerose "intrusioni urbane", in corrispondenza delle brevi pianure dei torrenti, che tendono a inglobare come quartieri alcuni dei più antichi casali del territorio cittadino, i cosiddetti "Villaggi", attualmente 48cite-ref-18[18].

Messina è situata al centro di una zona agricola, con una consistente produzione di mw3qagrumicite-ref-greenplanet-net-19-0[19], tra cui il mw4glimone, l'mw4warancio, il mw5amandarino e il mw5qmandarancio o mw5gclementina, frutta, ortaggi, del vino D.O.C. mw5wFarocite-ref-20[20] e, dal 2016, della birra (DOC 15 e Birra dello Stretto)cite-ref-21[21]. Dal 1548 la città è mw8asede universitariacite-ref-universit-degli-studi-di-messina-10-1[10], dell'mw9qArcidiocesi Protometropolitana di Messina - Lipari - Santa Lucia del Mela e dell'mw9gArchimandritato del Santissimo Salvatore e di un'antica mw9wFiera Internazionale di Messina conclusa nel 2013cite-ref-22[22]. Il mw-aporto era sede di un antico mw-qArsenale militare ed è tuttora sede dei mw-gcantieri navali mw-wRodriquez, ora mwaqaIntermarine, e Palumbocite-ref-23[23].

Clima

Secondo la mwaqkclassificazione dei climi di Köppen, la città fa parte della fascia climatica mwaqoCsa, un clima caldo e molto secco in estate e mite e piovoso nel semestre invernale. Detto anche mwaqsclima mediterraneo, con mwaqwescursioni termiche decisamente contenute in ogni stagione.

L'mwaq4inverno, breve, presenta rari episodi di freddo che in sparuti casi può portare anche la neve nell'entroterra della città. L'ultimo episodio nevoso si è verificato il 7 gennaio 2017cite-ref-24[24], preceduto dall'evento del 31 dicembre 2014cite-ref-25[25] e prima ancora da quello del 30 gennaio 1999cite-ref-26[26].

L'mwarwestate, calda, grazie alle brezze marine non è particolarmente afosa. Infatti il valore medio di umidità tende a essere più basso durante le ore più calde della giornatacite-ref-clima-meteoam-it-27-0[27]. Inoltre la presenza del mare tende a contenere i valori massimi di temperatura; soltanto in presenza di venti meridionali (durante le maggiori ondate di calore) si raggiungono i mwase40 °C, e in questi casi i tassi di umidità sono molto alti giungendo ad oltre l'80%.

Le precipitazioni sono consistenti; infatti Messina è tra i comuni medio-grandi isolani, la città costiera più piovosa della Sicilia. Una media pluviometrica annuale di mwasm846,9 mmcite-ref-clima-meteoam-it-27-1[27] pone la città dello stretto oltre le medie italiane. Le precipitazioni sono concentrate prevalentemente tra l'mwasgautunno e l'inverno ma nella stagione estiva non mancano alcuni temporali. Le abbondanti piogge messinesi derivano da diversi fattori e in particolare ai rilievi relativamente alti prossimi alla zona su cui sorge la città, in Sicilia i Nebrodi orientali e i Peloritani, in Calabria l'Aspromonte, rilievi che provocano frequenti fenomeni da mwaskstau e alla presenza di due mari, lo Ionio e il Tirreno, che creano frequenti condizioni favorevoli alle precipitazioni.

| Messina (1909-2017) [ 27 ] | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Messina (1909-2017) [ 27 ] | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 14,4 | 14,7 | 16,1 | 18,3 | 22,5 | 26,8 | 30,0 | 30,5 | 27,5 | 23,2 | 18,8 | 15,8 | 15,0 | 19,0 | 29,1 | 23,2 | 21,6 |
| T. min. media ( °C ) | 10,1 | 9,8 | 10,9 | 12,5 | 16,4 | 20,4 | 23,4 | 24,2 | 21,5 | 17,8 | 14,1 | 11,6 | 10,5 | 13,3 | 22,7 | 17,8 | 16,1 |
| T. max. assoluta ( °C ) | 24,6 (1979) | 25,8 (1979) | 32,0 (2001) | 29,6 (2008) | 33,6 (2006) | 43,4 (2007) | 43,6 (1998) | 41,8 (2006) | 40,5 (1924) | 36,4 (1999) | 29,2 (2004) | 26,6 (2010) | 26,6 | 33,6 | 43,6 | 40,5 | 43,6 |
| T. min. assoluta ( °C ) | 0,2 (1962) | −0,1 (1929) | −0,2 (1949) | 4,3 (1935) | 7,5 (1954) | 12,4 (2006) | 15,3 (1926) | 14,4 (1929) | 12,5 (1926) | 7,5 (1930) | 5,1 (1925) | 0,8 (2014) | −0,1 | −0,2 | 12,4 | 5,1 | −0,2 |
| Giorni di calura ( T max ≥ 30 °C ) | 0 | 0 | 0 | 0 | 3 | 12 | 16 | 20 | 10 | 0 | 0 | 0 | 0 | 3 | 48 | 10 | 61 |
| Giorni di gelo ( T min ≤ 0 °C ) | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Precipitazioni ( mm ) | 102,9 | 100,2 | 83,4 | 68,3 | 33,8 | 12,7 | 20,0 | 25,6 | 63,9 | 113,7 | 119,5 | 102,9 | 306,0 | 185,5 | 58,3 | 297,1 | 846,9 |
| Giorni di pioggia | 11 | 10 | 9 | 9 | 4 | 2 | 2 | 3 | 6 | 9 | 11 | 11 | 32 | 22 | 7 | 26 | 87 |
| Giorni di nebbia | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Umidità relativa media (%) | 73 | 71 | 69 | 68 | 67 | 64 | 64 | 66 | 69 | 71 | 74 | 73 | 72,3 | 68 | 64,7 | 71,3 | 69,1 |

Origini del nome

• mwatmDankle o mwatqZankle (Ζάγκλης), termine siculo che designa la "falce" che caratterizza la singolare forma del porto naturale, in età pre-greca e greca fino ad mwatuAnassila;
• mwatcMessene (Μεσσήνη), nome che fu dato alla città in età greca da mwatgAnassila, tiranno di mwatkReggio, quando vi insediò dei profughi provenienti dalla mwatoMessenia agli inizi del V secolo a.C.;
• mwatwMessana, in età mwat0romana;

Infine Messina, dall'età mwat8bizantina a oggi.

Storia

(latino)

«Messana nobilis Siciliae caput»

(italiano)

«Messina, nobile capitale della Sicilia»

(antico motto della cittàcite-ref-28[28])

Considerata una delle città più antiche d'Italiacite-ref-29[29]cite-ref-30[30]. Fu abitata sotto forma di più insediamenti ravvicinati fin da tempi molto remoti dai mwav8Sicani e poi dai mwawaSiculi che la nominarono mwaweZancle, Messina fu rifondata dopo il 750 a.C. da coloni mwawiCumani e da mwawmCalcidesi, che le diedero un assetto maggiormente urbanizzato; tuttavia non mancano studiosi, anche contemporanei, che si affidano alla cronologia, non del tutto affidabile, avanzata da mwawqEusebio di Cesarea, il quale ne suggerisce l'erezione nel 757 a.C.cite-ref-31[31] Sulla base di questa discussa fondazione risulterebbe antecedente alla apoikia, colonia greca, di mwawkNaxos e pertanto sarebbe anche la prima in mwawoSicilia. Fondata con il nome di mwawsZancle, dal mwawwgreco Ζὰγκλης, che riprende un termine mwaw0siculo che significa "falce", perché la mwaw4penisola di San Raineri, porto naturale della città, somiglia a una falce. Assunse il nome di Messenecite-ref-storia-di-messina-32-0[32] quando mwaxmAnassilao di Reggio, intorno al 491 a.C., la occupa ai danni dei Milesii, dei Samii, e dall'esercito di mwaxqIppocrate di Gelacite-ref-storia-di-messina-32-1[32], e vi trasferisce cittadini provenienti dalla mwaxkMessenia. Nel 425 a.C in occasione della mwaxoprima spedizione ateniese in Sicilia, Messene dopo un'iniziale disfatta, respinge insieme a mwaxsLocri eserciti e flotte di mwaxwReghion (mwax0Reggio Calabria), mwax4Atene e mwax8Leontinoi (mwayaLentini), impedendo il controllo dello stretto. Nel 415 a.C in occasione della mwayeseconda spedizione ateniese in Sicilia, Messene non consente all'esercito di Atene di entrare e rifornirsi in città, lasciando però che si accampassero fuoricite-ref-33[33]cite-ref-34[34]cite-ref-35[35]. Già dai primi anni del V secolo a.C. entrò a fare parte dellmway4'mway8Arcontato di Sicilia, entità statale monarchica istituita dal mwazaTiranno siracusano mwazeDionisio I, unificando tutte le poleis mwazisiceliote della Sicilia centro-orientale e della Calabria meridionale, sotto l'egemonia di mwazmSiracusa, che diventò un vero e proprio regno siceliota nel 304 a.C. con mwazqAgatocle. Nella seconda metà del III secolo a.C., Messina venne occupata dai mwazuMamertini, mercenari che avevano combattuto per Re Agatocle.cite-ref-36[36] I mwazoRomani la conquistarono nel 264 a.C. e nel 241 a.C. la ribattezzarono Messana, dopo la vittoria nella mwazsprima guerra punicacite-ref-37[37] e la città visse un fiorente periodo come importante porto. Dopo la mwaaacaduta dell'Impero romano d'Occidente fu prima in possesso dei mwaaeBizantini che la ribattezzarono Messinacite-ref-38[38]. Gli mwaayArabi la occuparono nell'843 d.Ccite-ref-39[39] a seguito di un tentativo di mwaasEufemio da Messina di rendere la mwaawSicilia indipendente da mwaa0Bisanziocite-ref-40[40]. Nel 1061 passò sotto il governo dei mwabiNormanni, attraverso la campagna militare condotta da mwabmRuggero I d'Altavillacite-ref-41[41].

Con la nascita, nel 1130, del mwabkRegno di Sicilia, durante le Dinastie degli mwaboAltavilla, degli mwabsSvevi, degli mwabwAngiò e degli mwab0Aragona-Siciliacite-ref-42[42]cite-ref-43[43], Messina raggiunse grande prosperità, divenendo mwacycapitale del mwaccRegno di Sicilia assieme a mwacgPalermo. Particolarmente importanti per la storia Messinese furono i mwackVespri Siciliani, in occasione dei quali avvenne l'mwacoAssedio di Messina: le truppe ed i cittadini messinesi guidati dal condottiero mwacsAlaimo Lentini si difesero contro l'esercito di 70.000 uomini facente capo a mwacwCarlo d'Angiò, difendendo così anche il resto della mwac0Siciliacite-ref-44[44]cite-ref-45[45]. Essendo uno dei porti più trafficati al mondo, fu nota anche per essere la prima città europea in cui giunse la mwadypeste nera del 1347, che decimò parte della popolazionecite-ref-46[46]. In seguito la città, col suo fiorente porto fu anche legata alla mwadslega anseaticacite-ref-walford-47-0[47]. Dal mwaeaporto di Messina sono partite due importantissime spedizioni militari: per la mwaeeterza crociata (1189-1192)cite-ref-48[48], in occasione della quale occupò Messina il Re inglese mwaeyRiccardo Cuor di Leonecite-ref-49[49]; e per la mwaesbattaglia di Lepanto (1571) guidata da mwaewDon Giovanni D'Austria, a cui parteciparono 3 galee messinesi guidate da mwae0Don Vincenzo Marullo.cite-ref-50[50]cite-ref-51[51] Nel 1674 mwafysi ribellò alla Spagna e resistette 4 anni in autonomia col sostegno francese; ma nella repressione che ne seguì la città perse buona parte dei privilegi, senato compreso. Alcuni messinesi che presero parte alla rivolta erano i fratelli Pietro, Tommaso e mwafcAntonio Crisafi (questi ultimi due poi fuggiti in Francia e divenuti governatori in Canada), i pittori mwafgDomenico Marolì e mwafkOnofrio Gabrieli e lo scienziato mwafoAgostino Scilla. Proprio nel XVII secolo, con una popolazione di oltre mwafs120 000 abitanti, Messina fu tra le dieci più grandi città d'mwafwEuropa.cite-ref-52[52] Nel XVIII secolo fu colpita da una disastrosa epidemia nel 1743, e da un grave mwageterremoto nel 1783.

Il 1° settembre 1847 a Messina prese vita la prima rivolta riconducibile a quella che poi sarebbe stata chiamata "mwagmPrimavera dei Popoli", ovvero l'insieme dei moti insurrezionali del 1848 che riguardarono tutta l'Europa, ed ai quali prese parte anche la popolazione messinese il 28 gennaio 1848. La città resistette 7 mesi nonostante invasioni e bombardamenti da parte dell'mwagqesercito Borbonico, e fu poi riconquistata il 7 settembre 1848 a seguito delle mwagucinque giornate di Messinacite-ref-53[53]. Entrò a far parte del mwagoRegno d'Italia dopo la mwagsspedizione dei Mille mwagwgaribaldina del 1860, a cui presero parte diversi messinesi. Il ministro mwag0Giuseppe Natoli riportò Messina ai fasti del passato, appena eletto deputato di Messina al neocostituito mwag4Parlamento siciliano fece approvare una mozione, il 31 marzo 1848, per restituire a Messina il mwag8porto franco soppresso sessant'anni prima dai mwahaBorboni; la proposta fu approvata all'unanimitàcite-ref-54[54]. Il biologo russo mwahuIl'ja Il'ič Mečnikov scoprì la mwahyfagocitosi in città nel 1882.cite-ref-55[55] Nel 1908 la città subì un altro mwahsterribile terremoto che distrusse gran parte della città e provocò 60.000 vittime. Secondo alcuni testimoni come Giacomo Longo, la gestione dell'emergenza da parte del governo Italiano è stata sciagurata, causando più vittime del normalecite-ref-56[56], mentre secondo lo storico mwaiaGaetano La Corte Cailler, molti monumenti potevano essere salvati, ma vennero distrutti per ragioni di convenienza economicacite-ref-57[57]. In seguito, tra il 1942 e il 1943 la città fu nuovamente devastata dai mwaiubombardamenti della mwaiyseconda guerra mondiale, che causarono oltre 500 vittime civili e danneggiarono severamente diversi edifici anche di pregiocite-ref-58[58]cite-ref-0-7-1[7]. Dal 1º al 3 giugno 1955 si tenne in città la cosiddetta "mwai8Conferenza di Messina", alla base del mwajatrattato di Roma e della moderna mwajeUnione europea.

Nella seconda metà del '900, nonostante la cura dell'estetica nella ricostruzione post-terremoto, avvenuta prevalentemente in stile architettonico mwajmliberty e mwajqfascista (mwajumonumentalismo e mwajyneoclassicismo semplificato) per mano di architetti come mwajcGino Coppedè, mwajgErnesto Basile, mwajkCesare Bazzani, mwajoAchille Manfredini, mwajsAntonio Zanca, mwajwMarcello Piacentini, mwaj0Giuseppe Samonà, mwaj4Camillo Autore ed il messinese mwaj8Camillo Puglisi Allegra, venne deturpata da una forte mwakaspeculazione edilizia a causa di mancata tutela pubblica e mancato interesse dei privati nel tutelare il pregio estetico e architettonicocite-ref-59[59]cite-ref-60[60].

Attualmente la città, nonostante il suo glorioso e eccentrico passato, presenta una realtà economica e lavorativa poco floridacite-ref-61[61] dalla quale scaturisce un forte spopolamento (dai 251.000 del 2001 ai 216.000 del 2026)cite-ref-62[62], oltre che per le gravi calamità che ne hanno decimato lo splendore, probabilmente anche a causa della sua conformazione adagiata tra i mwaliMonti Peloritani e prossima al mare, che per quanto esteticamente ad effetto, ne limita fortemente l'espansione industriale e la realizzazione di grandi centri commerciali. La città proprio a causa della mancanza di pianura, risulta una delle più grandi d'Europa a non possedere un aereoporto, in quanto il sito idoneo più vicino sarebbe la mwalmpiana di Milazzo, a circa 35km dal comune di Messina ma in piena mwalqarea metropolitana provinciale. Tuttavia nonostante vari gruppi di investirori interessati non è mai stato realizzato, anche se si sta parlando di un grosso investimento privato britannico al vaglio dei vari enti interessaticite-ref-63[63]cite-ref-64[64]. Tra le altre cause del declino economico degli ultimi decenni anche la corruzione, il nepotismo, il clientelismo e lo scambio di favori che interessano i settori cruciali dell'economia messinese, dalla politica all'università, dall'edilizia al divertimentocite-ref-65[65]cite-ref-66[66]cite-ref-67[67]cite-ref-68[68]cite-ref-69[69]cite-ref-70[70].

Terremoti

1783

Con "terremoto della Calabria meridionale del 1783" (anche denominato mwan4terremoto di Reggio e Messina del 1783) si designa un'intensa sequenza sismica che colpì l'area dello mwan8stretto di Messina e la Calabria meridionale, culminando con 5 forti scosse, superiori a mwaoaMw 5,9, tra il 5 febbraio e il 28 marzo 1783. Fu la più grande catastrofe che colpì il mwaoiMezzogiorno nel XVIII secolo. Oltre a causare danni immensi radendo al suolo le città di mwaomReggio e Messina e provocando maremoti, il mwaoqterremoto ebbe effetti duraturi sia a livello politico (l'istituzione della mwaoucassa sacra e il primo regolamento antisismico d'mwaoyEuropa), sia a livello economico e sociale. L'unica zona della Sicilia ad essere colpita dal terremoto fu Messina, dove restò in piedi solo la Cittadella, e morirono circa 650 persone. Riporta una relazione del tempo:

«Molti furono i feriti, molti tratti dalle rovine, ma nella confusione e disordine niente può dirsi di più sicuro se non se essere stato un vero prodigio per coloro che scamparono la morte. Ecco brevemente descritta l'infausta tragedia accaduta in Messina, la destruzione delli cui Edificii supera il valore di cinque milioni, e la devastazione, e perdita de' Mobili, Mercanzie, Ori, Argenti e Danari fu un grave Oggetto di spavento, e di considerazione»

mwaowGoethe a quattro anni di distanza dall'evento durante il suo mwao0Viaggio in Italia giunge a Messina raccontando di una città ancora in rovina con gli abitanti costretti a vivere nelle baracche site nella parte settentrionale della città.

«I 30.000 superstiti erano rimasti senzatetto; la maggior parte delle case essendo crollate, e le mura lesionate delle rimanenti non offrendo un rifugio sicuro, si costruì in gran fretta, su una vasta prateria a settentrione, una città di baracche.»

(Johann Wolfgang von Goethe, 11 maggio 1787)

1908

Il terremoto di Messina è considerato uno degli eventi più catastrofici del XX secolo. L'evento si verificò alle ore 05:21 del 28 dicembre 1908 e in 37 secondi danneggiò gravemente la città causando migliaia di vittime. Nella nuvola di polvere che oscurò il cielo, sotto una pioggia torrenziale e al buio, i sopravvissuti, colti di sorpresa, non riuscirono a rendersi conto immediatamente dell'accaduto. Alcuni si diressero verso il mare, altri rimasero nei pressi delle loro abitazioni, nel tentativo di portare soccorso a familiari e amici. Qui furono colti dalle esplosioni e dagli incendi causati dal gas che si sprigionò dalle tubature interrotte. Gli incendi si estesero, mandando in fiamme case, edifici e palazzi ubicati nelle vicinanze della costa.

Ai danni provocati dalle scosse sismiche e a quello degli incendi si aggiunsero quelli causati da un fortissimo mwapkmaremoto. Esso si riversò sulle zone costiere di tutto lo stretto di Messina con ondate devastanti stimate, in base alle località, tra i mwapo6 m e i mwaps12 m di altezza. Provocò molte vittime fra coloro che si erano ammassati sulla riva del mare. Nel loro ritirarsi, le onde risucchiarono barche, cadaveri e feriti. Alcune navi alla fonda furono danneggiate, altre riuscirono a mantenere gli ormeggi entrando in collisione l'una con l'altra ma subendo danni limitati. Il villaggio del mwapwFaro situato a pochi chilometri da Messina andò quasi integralmente distrutto. La forza delle onde spazzò via le case situate nelle vicinanze della spiaggia anche in altre zone. Le località più duramente colpite furono mwap0Pellaro, mwap4Lazzaro e mwap8Gallico sulle coste calabresi; mwaqaBriga e mwaqeParadiso, mwaqiSant'Alessio e le altre località fino a mwaqmRiposto sulle coste siciliane.

Gravissimo fu il numero delle vittime: Messina, che all'epoca contava circa mwaqu140 000 abitanti, ne perse circa mwaqy70 000cite-ref-comunemessina-gov-it-71-0[71]. Al tragico terremoto del 1908 è legata una pagina significativa dell'amicizia fra la città e il popolo russo. I primi soccorritori giunti a Messina, infatti, furono proprio i marinai della flotta imperiale russa, che si trovava nel porto di mwaqsAugusta per delle esercitazioni.cite-ref-72[72]

Altri terremoti tra Messina e vicinanze

Altre scosse di media entità sono avvenute nelle seguenti date: il mwari6 gennaio 1975 (magnitudo 4.8 nello mwarmStretto di Messina), 11 marzo 1978 (magnitudo 5.5 a mwarqFerruzzano, in provincia di Reggio Calabria), 15 aprile 1978 (magnitudo 6.1 a mwaruPatti), il 23 luglio 1995 (magnitudo 4.1 nelle mwaryIsole Eolie), il 29 ottobre 2002 (magnitudo 4.4 a mwarcSanta Venerina, nella provincia nord di Catania), il 5 luglio 2007 (magnitudo 5.2, nelle mwargIsole Eolie), il 24 giugno 2011 (magnitudo 4.1 nella costa tirrenica occidentale in provincia di Messina), il 28 agosto 2012 (magnitudo 4.6 nello mwarkStretto di Messina), il 4 gennaio 2013 (magnitudo 4.3 sui mwaroMonti Nebrodi), il 23 dicembre 2013 (magnitudo 4.0 nello mwarsStretto di Messina), l'8 marzo 2014 (magnitudo 4.0, sui mwarwMonti Nebrodi), il 26 dicembre 2018 (magnitudo 4.9 a mwar0Viagrande,nella provincia nord di Catania), il 5 luglio 2023 (magnitudo 4.0, tra i mwar4Monti Nebrodi e l'mwar8Etna).cite-ref-73[73]cite-ref-74[74]

Alluvione del 2009

Il pomeriggio del 1º ottobre 2009 la città di Messina in particolare nella frazione di mwasoGiampilieri, assieme al comune limitrofo di mwassScaletta Zanclea, è stata colpita da una mwaswterribile alluvione dalle conseguenze drammatiche: centinaia di edifici gravemente danneggiati o distrutti, danni importanti alle infrastrutture (strade, ponti, ferrovie) e un pesante tributo di vite umane: 37 morti, quasi 102 feriti e 6 dispersi.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone della città di Messina hanno conformazione indicata nel decreto di riconoscimento del 1º maggio 1942 e adeguato al successivo decreto legislativo luogotenenziale 26 ottobre 1944, n. 313. Lo stemma della città di Messina è araldicamente così descritto:

«Scudo a testa di cavallo, di rosso alla croce d'oro, circondato da due tralci di vite al naturale fruttati d'oro, timbrato dalla corona di città.

»

Onorificenze

La città di Messina ha ricevuto per la sua storia ben tre medaglie d'oro e una mwat0onorificenza straniera (mwat4Montenegro):

Medaglia d'oro alle città benemerite del Risorgimento nazionale

«Per commemorare le azioni eroiche della cittadinanza palermitana nei gloriosi fatti del 1848, che iniziarono il risorgimento nazionale e la conquista dell'unità. Messina partecipò a tutti i moti rivoluzionari siciliani, da quelli del '20-'21 a quelli del 22 marzo 1821 e 1º settembre 1847. Nel 1848, unitasi a Palermo nell'azione rivoluzionaria antiborbonica, la città fu terribilmente bombardata per otto mesi, facendo meritare a Ferdinando II l'appellativo di "Re Bomba".»


22 maggio 1898

Medaglia d'oro al valor civile

«Nobile e antica città della Sicilia duramente provata da calamità naturali e da eventi bellici, con impavida tenacia e sublime abnegazione da parte di tutta la sua popolazione, due volte risorgeva dalle macerie, mantenendo fiero ed intatto il suo amore di Patria. 1941-1943.»


3 ottobre 1959

Medaglia d'oro al valor militare

«Già duramente provata dall’immane disastro tellurico del 1908, risorta, è stata, durante la guerra 1940 - 43, dapprima obiettivo d’incessanti bombardamenti aerei, poscia, nel periodo dell’invasione dell’Isola, campo d’aspra e lunga lotta che la martoriò e distrusse. La sua popolazione, affamata, stremata, dolorante, sopportò stoicamente la più dura tragedia ben meritando dalla Patria. - Sicilia, guerra 1940 - 43.»


31 gennaio 1978

Gran Croce dell'Ordine del Principe Danilo I (Casata Petrović-Njegoš)


24 giugno 2007

Monumenti e luoghi d'interesse

Nel corso dei secoli, diversi eventi distruttivi, sia per opera umana sia naturali, hanno devastato la città, che oggi presenta un aspetto moderno, frutto soprattutto delle ultime ricostruzioni dopo il mwavuterremoto del 1908 e i mwavybombardamenti dal 1940 al 1943cite-ref-comunemessina-gov-it-71-1[71]. Molte delle opere d'arte e degli edifici realizzati nei secoli sono andati perduti, ma la città conserva ancora mwavsesempi monumentali di assoluta rilevanza.

Architetture religiose

• mwaw4Basilica Cattedrale Protometropolitana, dedicata a mwaw8Santa Maria Assunta, normanna, costruita alla fine del XII secolo e con numerosi altri rifacimenti. Conserva numerose opere d'arte. La sua fondazione è antecedente all'invasione araba, fu profanato dai mwaxamusulmani e riconsacrato nel 1192 alla presenza dell'arcivescovo Berzio, dell'imperatore mwaxiEnrico VI e della moglie mwaxmCostanza d'Altavilla. Lo splendido tetto ligneo, con rare raffigurazioni astronomiche, fu distrutto nel 1254 da un incendio divampato durante i funerali di mwaxqCorrado IV di Svevia, figlio di mwaxuFederico II di Svevia. Dal 1300 si susseguirono alcune modifiche sostanziali, che se da una parte arricchirono la cattedrale con i mosaici delle absidi, il portale e la facciata, dall'altro snaturarono l'originario aspetto normanno. Danneggiato nel prospetto dai terremoti del 1638 e del 1783, fu invece quasi interamente distrutto dal sisma del 1908, che lasciò in piedi la sola parte absidale, rimettendo tuttavia in luce molti elementi della costruzione normanna. La ricostruzione degli anni venti ripristinò l'aspetto originario e recuperò parte delle opere d'arte e dei mosaici. Un altro duro colpo alla millenaria struttura venne inferto dai bombardamenti della mwaxyseconda guerra mondiale che distrussero parte dell'interno. L'edificio attuale, che si è voluto il più possibile vicino all'originale, mantiene all'esterno parti pregevoli. Sul prospetto il portale in stile gotico e i bassorilievi, sulla parte destra, le finestre quattrocentesche e un portale attribuito a mwaxcPolidoro da Caravaggio. All'interno del Duomo di Messina, tripartito da una doppia fila di 13 colonne, si possono ammirare i mosaici, alcuni monumenti funebri, tra cui quello di Guidotto de Tabiatis, arcivescovo di Messina nel XIV secolo, e alcune statue di santi, pregevole il mwaxkSan Giovanni Battista di mwaxoAntonello Gagini del 1525. Inoltre è più che degno di nota l'mwaxsorgano al suo interno: il secondo più grande d'mwaxwItalia (il primo è quello del mwax0Duomo di Milano), e il terzo in mwax4Europa, con 5 tastiere, 170 registri, mwax816 000 canne distribuite nei due lati del transetto, dietro l'altare, sulla porta maggiore e sull'arco trionfale. È opera della ditta mwayaTamburini di mwayeCrema del 1948. Il mwayicampanile, alto 90 metri e con una base di circa 10 metri, ha all'esterno il più grande e il più complesso mwaymorologio meccanico e astronomico del mondo, realizzato da una ditta di mwayqStrasburgo, fratelli Ungerer: inaugurato nel 1933, tutti i giorni a mezzogiorno le varie statue si muovono in modo spettacolare al suono dell'Ave Maria di Schubert. Le figure del campanile ricordano la mwayuGuerra del Vespro del 1282: Il Leone in cima rappresenta il Popolo Siciliano vittorioso su Carlo d'Angiò e l'esercito guelfo inviato dal papa contro la Sicilia; Dina e Clarenza rappresentano le donne di Messina che aiutarono gli uomini a difendere la città; il galletto in mezzo alle due statue femminili rappresenta l'esercito franco-papale; la chiesa che scompare ricorda il Colle della Caperrina, luogo della battaglia del 6 e 8 agosto 1282, ultimo tentativo di Carlo d'Angiò di entrare in città dalle colline a ovest. Ancora chiusa al pubblico la cripta. È stata aperta nelle giornate del mwayyFAI, ma necessita ancora del restauro della pavimentazione normanna e dell'illuminazione, cui sta lavorando la Soprintendenza, in cerca del finanziamento.cite-ref-78[78]

il primo nome di questa chiesa fu S. Maria di Castellamare e alcuni storici sostengono che la chiesa fu fondata nel XII secolo sulle rovine di un antico tempio di mway8Nettuno. Un crollo avvenuto nel XIII secolo ne arretrò la facciata di 12 metri. In età aragonese fu cappella reale e sul finire del Quattrocento fu ceduta a cortigiani e ricchi mercanti catalani da mwazaPietro d'Aragona, da qui il nome di mwazeSantissima Annunziata dei Catalani. La chiesa, visto il progressivo sollevamento della città dovuto ai terremoti e alle ricostruzioni, si trova oggi a oltre tre metri sotto il livello stradale. La pianta della chiesa è a basilica di tipo bizantino divisa in tre navate con un'alta cupola. L'esterno è incorniciato da due ordini di colonne con eleganti capitelli e archi intarsiati a due colori. Sui lati della navata due camminamenti conducono sopra il transetto passando attraverso eleganti bifore. All'interno sono visibili le influenze arabo-bizantine. Si trova in via Cesare Battisti, di fronte a piazza Lepanto.cite-ref-79[79]


sede dell'Archimandritato, in via San Giovanni Bosco.cite-ref-80[80]


custodisce le spoglie di mwa0qSant'Annibale Maria Di Francia. Si trova in via Cesare Battisti, all'incrocio con via Santa Cecilia.cite-ref-81[81]


possiede la "mwa04Campana di mwa08Cristo Re" posta in cima alla mwa1atorre ottagonale (XII secolo) del mwa1esantuario. Venne fusa a mwa1iPadova (mwa1mfonderia Colbachini) e inaugurata il 21 agosto 1935. Ha un diametro di mwa1q2,66 m, pesa oltre 13 tonnellate ed è la terza mwa1ucampana d'mwa1yItalia per grandezza. Ha suonato fino a qualche tempo fa a mezzogiorno, per poi far sentire i suoi rintocchi al tramonto (varia l'orario a seconda dei periodi dell'anno) in memoria dei caduti messinesi della prima e seconda guerra mondiale le cui spoglie sono conservate nel sacrario; per via di alcuni guasti nel sistema elettromeccanico non esegue i rintocchi. Si trova sul viale Principe Umberto.cite-ref-82[82]


ricostruito dopo il terremoto, questo Santuario è legato alla tradizione messinese; i suoi confini sono stati tracciati dal volo di una colomba bianca immediatamente dopo la cacciata da Messina degli Spagnoli. Si trova in via Dina e Clarenza.cite-ref-83[83]

• Santuario della Madonna di Lourdes

nel 1884 inizia la costruzione, si trova in Viale Regina Margherita, 39.


chiesa del XVI secolo a navata unica. Si trova nella via omonima, nelle vicinanze della chiesa di Santa Maria Alemanna. Presenta pregevoli stucchi interni.cite-ref-84[84]

• mwa3mChiesa di San Francesco all'Immacolata, del XIII secolo

la seconda chiesa per dimensioni della città, in viale Boccetta.cite-ref-85[85]


opera di mwa38Giacomo Del Duca, allievo di mwa4aMichelangelo, si trova nella via omonima al santo.cite-ref-86[86]

• Chiesa della Madonna delle Grazie a Grotte

costruita nel XVII secolo su progetto di mwa4oSimone Gullì. Distrutta dal terremoto, è stata ricostruita e ristrutturata riportandola al colore originario.cite-ref-87[87]


detta "Badiazza", chiesa-fortezza di epoca mwa5qnormanna, nell'alta valle della frazione di Ritiro.cite-ref-88[88]

• mwa5sChiesa di San Tommaso Apostolo il Vecchio, raro esempio di architettura prenormanna, in via Romagnosi.cite-ref-89[89]

progettata dall'architetto mwa6qCesare Bazzani, dopo che il terremoto del 28 dicembre 1908 aveva distrutto la città, venne inaugurata il 15 luglio 1931. In stile eclettico e neoclassico, e a forma di croce greca, la Chiesa ha un vano centrale dalla forma ottagonale ed è coperta da una cupola, affrescata dal pittore messinese Adolfo Romano (1894 –1972). La Chiesa, elevata alla dignità di Santuario nel 1956, contiene sette cappelle con relativi altari, fra cui quello dedicato a Sant'Alberto degli Abbati, compatrono di Messina. Nell'altare maggiore si trova la statua del Settecento che raffigura la Madonna del Carmelo nell'atto di porgere il Santo Abitino a San Simone Stock.cite-ref-90[90]


si ritiene fondata dai Cavalieri Teutonici, ordine voluto a Messina da mwa64Federico II di Svevia, risale al XIII secolo. Si tratta d'un esempio di architettura gotica siciliana. Una cronaca locale ci informa che già nel 1606 la chiesa giaceva in stato di abbandono e che nel 1612 fu quasi distrutta da un fulmine che la centrò durante un violento temporale. Il terremoto del 1783 ne continuò il disfacimento. Usata per anni come magazzino, fu risparmiata dal terribile sisma del 1908 che la lasciò quasi indenne. Il suo restauro è stato completato di recente. Da ammirare sono gli eleganti archi a sesto acuto e i capitelli scolpiti con motivi floreali e figure mostruose. I portali originali si trovano al Museo cittadino che si trova in via Sant'Elia.cite-ref-91[91]

• Santuario di Santa Maria Consolata, Via don Luigi Orione, 1.
• mwa7ySantuario di Santa Maria di Pompei, in Viale Regina Margherita.

Altre chiese sono state distrutte dal terremoto del 1908:

• mwa74Sinagoga di Messina, eretta tra il XII e il XIII secolo e trasformata in mwa78Chiesa di San Filippo Neri, poi distrutta dal terremoto del 1908.
• mwa8eChiesa della Santissima Annunziata, su progetto del mwa8iGuarino Guarini, che venne distrutta dal mwa8mterremoto del 1908.
• mwa8uChiesa di Santa Maria della Scala, del 1723, che venne distrutta dal mwa8yterremoto del 1908.
• mwa8gChiesa di San Gregorio, del XVI secolo. Il campanile dalla caratteristica forma elicoidale si edificò nel 1717 su progetto del Juvarra. Ancora nel 1743 Pietro Passalacqua adornò la facciata della chiesa su disegni di Filippo Juvarra. Venne distrutta dal mwa8kterremoto del 1908.
• mwa8sChiesa delle Anime del Purgatorio, opera di Raffaello Margarita del 1750, che venne distrutta dal mwa80terremoto del 1908.
• mwa88Chiesa di Santa Teresa, opera di Matteo de Maria del 1810, che venne distrutta dal mwa9eterremoto del 1908.
• Chiesa di San Paolo, distrutta dal mwa9qterremoto del 1908.cite-ref-92[92]

Architetture civili

Palazzi di Messina

Alcuni palazzi cittadini

• mwbggPalazzo Zanca

sede del mwbgsmunicipio, in piazza Unione Europea, una volta era posto al centro della Palazzata che faceva da continuum di edifici del XVII secolo che faceva da cornice al porto falcato. L'edificio subì gravi danni dal terremoto del 1783, e distrutto dal mwbgwterremoto del 1908, venne arretrato nella posizione attuale. I lavori di ricostruzione iniziarono il dicembre del 1914 sotto la direzione dell'architetto palermitano mwbg0Antonio Zanca e si conclusero nel 1924. La costruzione è in stile neoclassico e si estende per una superficie di circa mwbg412000 m². Sulla facciata si possono vedere alcune sculture legate alla simbologia cittadina e numerose lapidi che ricordano gli eventi più importanti. Nel prospetto di via San Camillo sono collocati due bassorilievi raffiguranti Dina e Clarenza, mentre sul lato opposto, in via Consolato del Mare, si un ingresso porticato con antistante la fontana Senatoria del 1619. Il lato posteriore si affaccia su Corso Cavour e su piazza Antonello con un portico ornato da bassorilievi eseguiti da maestranze locali.


uno dei pochi esempi di architettura con uso del ferro del Sud Italia, l'unica con mwbhuNapoli, mwbhyGalleria Umberto I. Realizzata nel 1929 da mwbhcCamillo Puglisi Allegra per completare piazza Antonello. Il portico che dà sulla piazza è caratterizzato da un grande arco che segna l'accesso alla Galleria, riccamente decorata al suo interno con bellissimi stucchi e un pavimento a mosaico bianco e nero. Due rampe di scale da una parte e un portico dall'altra, conducono a uscite secondarie.


la sua costruzione venne ordinata il 2 ottobre 1838 da mwbh0Ferdinando II di Borbone ed ebbe inizio solo il 23 aprile 1842. Fu progettato dall'architetto mwbh4Pietro Valente e inaugurato il 12 gennaio 1852, venne intitolato a Sant'Elisabetta, in onore della madre del sovrano. Il 13 settembre 1860 con l'mwbh8Unità d'Italia assunse l'attuale nome. La facciata del teatro presenta un portico che consentiva il passaggio delle carrozze che accompagnavano gli spettatori. Sul loggiato d'ingresso un gruppo scultoreo del 1847 realizzato da mwbiaSaro Zagari, raffigurante mwbieIl tempo che scopre la verità. L'esterno in pietra siracusana è in stile neoclassico, ed e ricco di decorazioni, sculture e bassorilievi dello Zagari che rappresentano scene della vita di mwbiiErcole e ritratti di sedici drammaturghi e musicisti. La sera del 27 dicembre 1908 fu rappresentata l'mwbimAida di mwbiqGiuseppe Verdi, e poche ore dopo il terremoto distruggeva la città risparmiando il perimetro dell'edificio e le parti decorative. Nel 1982 cominciò un restauro finito nel dicembre del 1985, l'inaugurazione avvenne il 25 aprile del medesimo anno con un concerto diretto dal maestro mwbiuGiuseppe Sinopoli. La decorazione interna del soffitto porta il nome di mwbiyRenato Guttuso, mwbicil Mito di Colapesce. Si trova in via Garibaldi.


opera dell'architetto mwbi0Marcello Piacentini, sito in piazza Maurolico di fronte a quello dell'Università, fu realizzato nel 1927 sulla zona del vecchio Grande Ospedale. Si compone di tre edifici collegati da gallerie che mettono in comunicazione le tre grandi sale terranee di invito. L'architettura è fortemente caratterizzata dall'impiego dei materiali siciliani. La pietra, di caldo colore giallo-ocra, è quella stessa che era stata adoperata anticamente per i templi di Selinunte e di mwbi4Agrigento, mentre in marmo di Cinisi sono alcune parti ornamentali. La scelta di queste pietre isolane, specie di quelle della facciata, è stata fatta per accentuare l'aspetto grecizzante dell'insieme a ricordo dei templi greci in Sicilia. Il prospetto, sopraelevato da grandi scale, è caratterizzato da grosse e scanalate mezze colonne doriche che inquadrano i muri, ove s'aprono finestroni rettangolari, e sorreggono una trabeazione. Le finestre sono sormontate da rosoni e medaglioni a bassorilievo. Le facciate, principali e laterali, l'interno si ornano di opere di vari artisti, intonate tutte allo stile a cui è improntato il palazzo, che riflette l'orientamento dell'atto ufficiale del primo ventennio del secolo. I grandi tondi dell'attico, rappresentanti mwbi8Il diritto e mwbjaLa legge sono dello scultore mwbjeGiovanni Prini, le quattro aquile romane sono di Cloza e di Bonfiglio; ancora di Cloza e Ricciardi sono i medaglioni raffiguranti alcuni giuristi messinesi (Dicearco di Messina, Guido Delle Colonne, Giacomo Macrì, Antonio Fulci, Francesco Faranda e Andrea Di Bartolomeo); le teste di Minerva sulle porte laterali sono di Monescalchi. Sul grandioso attico troneggia infine la grande quadriga condotta dalla dea Minerva realizzata da mwbjiErcole Drei in lega di bronzo e alluminio, probabilmente ispirato dalla tradizione architettonica ottocentesca del Nord Europa. Nel vestibolo, in fondo al quale si eleva lo scalone di onore, di marmo con inserti in bronzo, si apre il portale marmoreo che dà accesso alla Corte d'Assise. Nelle sale di udienza vi sono bassorilievi allegorici e nelle altre sale di rappresentanza, nella biblioteca, camera di consiglio, gabinetti dei presidenti e dei giudici, i soffitti sono decorati con tempere grasse.


edificato nel 1581 dall'architetto mwbjgNatale Masuccio in seguito a una bolla papale di mwbjkLeone X che incentivava la costruzione di opere pie, nel 1741, su progetti e disegni dell'architetto mwbjoAntonio Basile e del pittore mwbjsPlacido Campolo fu edificata la scalinata che conduceva alla chiesa di Santa Maria della Pietà, un tempo ornata da preziosi quadri e oggi quasi del tutto distrutta, mentre parte della cripta è al momento inaccessibile e in stato di totale abbandono. A metà della gradinata fu inserita una fontana marmorea con la statua dell'Abbondanza, opera di mwbjwIgnazio Buceti. L'edificio, dal prospetto settecentesco, si affaccia su via XXIV Maggio. Dal pregevole portale d'ingresso si arriva in un atrio con volta a botte. A destra è situata la porta che conduceva ai piani superiori, di fronte, una fontana monumentale del 1732, raffigurante un putto che cavalca un delfino. L'edificio è stato ristrutturato nel 1979 ed è di proprietà dell'Arciconfraternita degli Azzurri, viene spesso utilizzato per ospitare manifestazioni culturali.

• mwbj8Palazzetto Coppedè, opera dell'architetto fiorentino mwbkaGino Coppedè, in via Garibaldi dall´angolo arrotondato all'incrocio con la via Cardines.
• mwbkiPalazzo Magaudda, anch'esso opera del Coppedè, all'incrocio tra via Cesare Battisti e via Garibaldi.
• mwbkqPalazzo Calapaj - d'Alcontres, nella via S. Giacomo, edificio settecentesco.
• mwbkyPalazzo Cerruti - Bisazza, nella via Lepanto, all'incrocio della via Cesare Battisti e riconoscibile dall'inconfondibile mwbkcMaghen David o "stella di Davide" inserita nelle inferriate dei balconi.
• mwbkkPalazzo Tremi - Palazzo del Gallo, inquadrato dalle vie Centonze, Aurelio Saffi, Risorgimento e Santa Cecilia; realizzato da mwbkoGino Coppedè nel 1913.
• Palazzo Arcivescovile, in via San Filippo Bianchi, 10, fu più volte distrutto e ricostruito, l'ultima volta nel 1924.cite-ref-93[93]
• Palazzo della Cassa di Risparmio, opera dell'architetto siciliano Cesare Bazzani, nel 1926, tra via Garibaldi e piazza Fulci.cite-ref-94[94]
• Palazzo dell'Università

distrutto e raso al suolo dal sisma del 1908, fu ricostruito nel 1920 e occupa una superficie di circa mwblg20000 m². Il complesso edilizio universitario è stato progettato dall'architetto Giuseppe Botto. Dopo l'ultima guerra, in relazione al piano di espansione degli atenei, l'amministrazione universitaria dispose la sopraelevazione di alcuni padiglioni e la costruzione, su progetto dell'Ing. prof. Francesco Basile, di un moderno edificio con fronte su via dei Verdi. I prospetti delle tre palazzine che danno su piazza mwbloSalvatore Pugliatti rivelano caratteri neoclassici con decorazioni floreali. Accanto ai padiglioni che - sotto il livello stradale - si affacciano sulla via Giacomo Venezian è murato il bel portale dell'antico collegio dei Gesuiti, primo ateneo messinese e primo degli organismi religiosi siciliani dei seguaci di Sant'mwblsIgnazio di Loyola.cite-ref-95[95]


progettato da mwbmuVittorio Mariani nel 1915, di chiara matrice mwbmyLiberty presenta al suo interno ricche decorazioni floreali, simboli della città, anche contemporanei come i mwbmcferry boat, e un fregio in stucco raffigurante angeli postini e telefonisti, sorge a piazza Antonello. È oggi una delle sedi decentrate dell'Università.cite-ref-96[96]

• Palazzo del Governo

costruito nel 1920 su progetto dell'architetto mwbnaCesare Bazzani. Occupò quasi per intero l'area della cinquecentesca chiesa di S. Giovanni dei Cavalieri di Malta, della quale rimane soltanto, sul retro del Palazzo, la magnifica Tribuna. È di gusto post-floreale con evidenti inserti di elementi rinascimentali ed è valorizzato da un dosato plasticismo.cite-ref-97[97]

• Palazzo della Camera di commercio

costruito dopo il terremoto del 1908 su progetto dell'architetto messinese Camillo Puglisi Allegra. Questo palazzo si articola su tre piani di impianto classicheggiante, con un gioco di corpi avanzati sulla facciata ritmata da paraste che si elevano, su un altro basamento bugnato, a sorreggere una modulata trabeazione. Il terzo piano, realizzato al disopra di essa, ha alterato l'impianto che, nonostante il verticalismo dei finestroni, era marcatamente orizzontale.cite-ref-98[98]

• Palazzo della Provincia, o "Palazzo dei leoni"

costruito nel 1915, sorge nel medesimo luogo che occupava prima del 1908, in precedenza area dell'antica chiesa di San Nicolò dei Gentiluomini. Iniziati nel 1915 i lavori proseguirono durante la mwboeprima guerra mondiale, e, seppur in immaginabili difficoltà, furono diretti dall'architetto Alessandro Giunta. L'edificio fu inaugurato nel 1918, con una cerimonia consona al grave momento dell'Italia dopo Caporetto, e cioè con l'intervento dell'eroe milazzese Luigi Rizzo, reduce dalla "beffa di Buccari" e dall'affondamento della corazzata "Szent Istvàn". L'edificio ha due prospetti: su quello di Corso Cavour si apre l'ingresso di rappresentanza preceduto da un portico, sulla piazza Antonello la facciata - pure porticata a pianoterra - segue con la sua concavità la forma della piazza su cui affaccia. Gli ambienti interni sono decorati dalle cariatidi e dagli stucchi lucidi dell'aula consiliare di D'Arrigo e Loverti e dai pannelli dipinti da Corsini sopra le grandi vetrate di Di Stefano e Bonsignore.cite-ref-99[99]

• mwbokPalazzo della Cultura o mwbooPalaCultura o mwbosPalaAntonello, inaugurato nel giugno 2009, in viale Boccetta. Ospita tra l'altro la Galleria di Arte contemporanea inaugurata la sera del 25 febbraio 2012 in occasione della Notte della Cultura edizione 2012.

All'interno vi è un ampio auditorium in cui spesso si esibiscono tra i migliori interpreti di musica classica: vi si organizzano infatti i cicli di concerti sia della Filarmonica Laudamo che della Associazione Laudamo.


costruite nel 1939 dall'architetto mwbpqAngiolo Mazzoni, dopo che per ordine di mwbpuBenito Mussolini fu demolita la precedente, demolizione a cui partecipò lo stesso duce picconando la vecchia stazione. Fu inaugurata il 28 ottobre 1939. In mwbpystile razionalista, costruita utilizzando il travertino, la pietra lavica, la pietra di Siracusa e la pietra rossa di Taormina. Le stazioni sono divise in due corpi, la stazione "Marittima" e "Centrale": la centrale ha un grande loggiato che immette in una olle, ha un grande sottopassaggio che porta agli 8 binari più altri 2 commerciali. Dopo la stazione centrale si trovano gli uffici delle mwbpcFerrovie dello Stato, dopo gli uffici si trova la grande stazione Marittima. Questa ha una forma ad arco: al piano terra si trovano il bar, la biglietteria e la tabaccheria, e da scale mobili e scale in muratura si può salire sul salone panoramico sul porto; sulla parete opposta si trova un grande mosaico opera di mwbpgMichele Cascella, restaurato, che rappresenta il discorso di Mussolini a Palermo. Dal salone si aprono i varchi pedonali per le 5 invasature. Da alcune rampe si può salire sopra la nave con le automobili. Un'altra struttura caratterizzante è la torre dell'acqua con la scala a elica intorno alla struttura. La stazione ha anche il compiti di interscambio con: il tram di Messina, Autobus e stazione Pullman fra la mwbpkSicilia e il continente. All'esterno della stazione vi è piazza Repubblica ove sorge una fontana del 1905, posizionata lì dopo la venuta di Mussolini in città.

Molti palazzi sono stati distrutti dai terremoti del 1783, del 1908 e dai bombardamenti del 1943:

• mwbp0Palazzo Reale, edificio rinascimentale, opera di mwbp4Andrea Calamech del 1589 e distrutto dal terremoto del 1783.
• mwbqaPalazzo della Camera di commercio, opera di Giacomo Fiore, Giuseppe Managò e Giuseppe La Bruto, distrutto nel mwbqeterremoto del 1908.
• mwbqmCasa dei Padri Minoriti, opera dell'architetto mwbqqGiacomo Minutoli, di fronte al Duomo, distrutta dal terremoto del 1908.
• mwbqyPalazzo Pistorio-Cassibile, opera dell'architetto mwbqcGiacomo Minutoli, in piazza Duomo, distrutto dal terremoto del 1908.
• mwbqkHotel Trinacria, costruito su disegno di mwbqoPlacido Campolo, Bitto e Asciak, distrutto nel mwbqsterremoto del 1908.
• Loggia de' Negozianti, edificio rinascimentale, del 1627, distrutto dal terremoto del 1783.cite-ref-100[100]
• mwbrmConvento S. Francesco d'Assisi, opera dell'architetto mwbrqGiacomo Minutoli, distrutto dal terremoto del 1908.
• mwbryPalazzo municipale, opera dell'architetto mwbrcGiacomo Minutoli, danneggiato solo in parte nel mwbrgterremoto del 1908, è stato raso al suolo con cariche di dinamite poco dopo.
• mwbroPalazzo dei Tribunali, opera dell'architetto mwbrsAntonio Basile, costruito su disegno di mwbrwDomenico Martinelli, distrutto nel mwbr0terremoto del 1908.
• mwbr8Palazzata di Simone Gullì, opera dell'architetto mwbsaSimone Gullì, distrutta nel mwbseterremoto del 1783.
• mwbsmPalazzo Molo, edificio del periodo rococò corrente nei primi anni dell'800, opera di mwbsqAntonio Brancati del 1810, distrutto dal terremoto del 1908.
• mwbsyPalazzo Fiorentino, edificio del periodo rococò corrente nei primi anni dell'800, opera di mwbscFilippo Juvarra, distrutto dai bombardamenti del 1943.
• mwbskPalazzo Brunaccini, edificio del periodo rococò corrente nei primi anni dell'800, opera di Gaetano di Maria del 1810, nelle contrade della parrocchiale chiesa di S. Antonio, distrutto dal terremoto del 1908.
• mwbswPalazzo dell'Appalto, edificio settecentesco, distrutto dal terremoto del 1908.
• mwbs4Palazzo Avarna, edificio settecentesco, opera di Saverio Francesco Basile del 1790, che sorse in piazza dei Catalani distrutto nel terremoto del 1908.
• mwbtePalazzo Arena, edificio settecentesco, opera di Gianfrancesco Arena del 1790, che sorse in piazza del Duomo distrutto nel terremoto del 1908.
• mwbtqPorta della Loggia, edificio rinascimentale, opera di mwbtuGiacomo Del Duca del 1589 con la fontana del Nettuno di fronte, distrutta dal terremoto del 1783.
• mwbtcPalazzo Grano, edificio rinascimentale, opera di mwbtgAndrea Calamech del 1563, distrutto dal terremoto del 1908. Il prototipo dei palazzi barocchi quali piaceranno a Catania.

Davanti al Porto di Messina, dal 1589, è stata realizzata una grande palazzata, visibile all'arrivo in città dal mare. È stata distrutta dal terremoto del 1783, ricostruita e distrutta dal terremoto del 1908, ricostruita e oggi presente solo in parte:

• mwbt4Palazzo Senatoriale, edificio rinascimentale, opera di mwbt8Giacomo Del Duca del 1589, distrutto dal terremoto del 1783.
• mwbuePalazzata di Giacomo Minutoli, opera dell'architetto mwbuiGiacomo Minutoli, edificata nel 1803 e distrutta nel mwbumterremoto del 1908.
• mwbuuPalazzata di Giuseppe Samonà, opera dell'architetto mwbuyGiuseppe Samonà, fu realizzata solo in parte.

Della Palazzata di Samonà sono oggi presenti:

• mwbuoPalazzo dell'INA (Istituto Nazionale Assicurazioni) edificato su progetto dell'ingegnere Guido Viola nel 1935 tra il Palazzo della Dogana e il Banco di Sicilia con la monumentale porta.
• mwbuwPalazzo dell'INAIL, opera di mwbu0Giuseppe Samonà del 1938 in stile razionalista.
• mwbu8L'ex Palazzo Littorio, opera di mwbvaGiuseppe Samonà 1940 anch´esso in stile razionalista.
• Palazzo della Dogana

opera di Giuseppe Lo Cascio dopo il terremoto del 1908, in stile liberty, con magnifiche decorazioni, pensiline in ghisa, cancelli in stile floreale. Sito sul luogo ove, fino al 1783, sorgeva il grande Palazzo Reale, sede prima dei re e dopo dei viceré di Sicilia, alla pari del palazzo reale di mwbvqPalermo.cite-ref-101[101]

• Palazzo del Banco di Sicilia

costruito nel 1929 con norme antisismiche su progetto di mwbv0Camillo Autore, si ricollega a una marcata struttura rinascimentale così come appare evidente nelle paraste che delimitano il portale d'ingresso affiancato da colonne tuscaniche e sovrastato da un balcone. All'interno dell'edificio, suggestiva è la "sala degli sportelli", ove si ammira lo stile floreale.cite-ref-102[102]

Altri monumenti

• Monumento a mwbysGiuseppe Natoli

il monumento del patriota è realizzato dallo scultore messinese mwby4Lio Gangeri, eretto per volontà popolare nel 1868 e completato nel 1880. L'artista realizzò alcuni bozzetti dell'opera che furono approvati all'unanimità dal Consiglio Comunale di Messina, la statua alta oltre tre metri, fu poi collocata, con cerimonia solenne.cite-ref-103[103]

• Monumento ai Caduti

si trova in piazza mwbzkUnione europea (mwbzoMunicipio), eretto nel 1936, dallo stile sobrio ed essenziale ma severo. Sul podio, davanti a una stele, l'imponente gruppo bronzeo raffigurante un aviere, un marinaio e un fante.cite-ref-104[104]

• Monumento alla batteria siciliana Masotto

ricorda la batteria Masotto, caduta ad mwbamAdua nella campagna eritrea; il gruppo in bronzo, raffigurante tre soldati in atteggiamenti epici, fu modellato da mwbaqSalvatore Buemi nel 1897.cite-ref-105[105]

• Porta Grazia

monumentale porta d'accesso alla Cittadella (XVII secolo), opera di Domenico Biondo e figli. Nel 1961 fu ricollocata nella centrale piazza "Casa Pia".cite-ref-106[106]

• Statua di Messina riconoscente per la concessione del Portofranco

raffigura la Città riconoscente verso Giuseppe Natoli che il 31 marzo 1848, restituì a Messina i diritti di mwbbyporto franco soppresso sessant'anni prima dai mwbbcBorboni(dalla storia di Messina sul portale mwbbgGran Mirci). È opera del 1859 dello scultore messinese mwbbkGiuseppe Prinzi e si trovava, prima del 1908, all'interno del Municipio. Oggi si trova al centro della piazzetta "mwbboGiacomo Minutoli", di fronte al porto con l'imponente mole del Municipio per sfondo.cite-ref-107[107]


scultura in marmo bianco del messinese mwbcqIgnazio Buceti (1758), posta su un alto basamento nella piazzetta "Immacolata di Marmo", a lato del Duomo.


eretto in occasione della mwbcobattaglia di Lepanto e realizzato da mwbcsAndrea Calamech.

• Statua di mwbc4Ferdinando II di Borbone

monumento bronzeo commissionato dal Decurionato messinese al celebre scultore mwbdePietro Tenerani, allievo di mwbdiBertel Thorvaldsen. Fu scolpita a mwbdmMonaco di Baviera nel 1839. Il nuovo re era stato accolto favorevolmente dalla popolazione che nutriva grandi speranze sul suo operato. L'artista realizzò alcuni bozzetti dell'opera (la statua era alta oltre tre metri) che poi sarebbe stata collocata, con cerimonia solenne, in Piazza del Duomo il 30 maggio 1845. La statua venne fusa per farne dei mortai durante l'mwbdqAssedio di Messina del 1848, in cui il re diede ordine all'esercito di bombardare la città, e infatti, proprio per questo fu soprannominato dai messinesi il Re Bomba. Il Decurionato messinese deliberò il 20 novembre 1852 di rifare le statue dei re Borboni, su ordine dello stesso mwbduFerdinando II, che andarono distrutte. Il Tenerani fornì una copia simile alla precedente, il re era raffigurato nell'abito cerimoniale di Gran Maestro dell'Ordine di mwbdySan Gennaro. La statua venne nuovamente rifatta a Monaco, nel 1856, e trasferita a Messina nel novembre 1857. Dopo il terremoto del 1908 la statua fu sistemata nel Museo Nazionale. Nel 1973 fu riconsegnata al Comune di Messina che l'ha posta in Villa mwbdcGaribaldi, situata sull'omonima via.cite-ref-comune-messina-it-108-0[108]

• Statua di mwbd4Carlo III di Borbone

la Statua di Carlo III del 1757, opera in bronzo del messinese mwbeeGiuseppe Buceti, era stata costruita su modello di mwbeiJean-Jacques Caffieri su basamento del mwbemVanvitelli. La statua fu scolpita a Roma dal messinese mwbeqSaro Zagari allievo del Tenerani; fu l'ultima a essere completata e venne sistemata agli inizi del 1860 nel mwbeuquartiere San Leone. Quello stesso anno, con l'entrata in città dei Garibaldini, furono nuovamente distrutte le Statue di mwbeyFrancesco I e mwbecFerdinando I. Le altre due statue, invece, quella di Ferdinando II e quella di Carlo III furono poste in salvo per ordine del generale Medici e sistemate nell'allora Museo Civico Peloritano e successivamente nella filanda Mellinghof trasformata in Museo Nazionale. Nel 1973 la Statua di Carlo III di Borbone è stata restituita alla città e collocata sul suo basamento originale in Piazza Cavallotti, sulla Via Primo Settembre, di fronte alla Camera di commercio. Il piedistallo è di forma cilindrica e presenta una decorazione, molto gradevole, a festoni in stile neoclassico.cite-ref-109[109]

• Statua della mwbe4Regina Elena

in Via Cesare Battisti, Largo Seggiola, si erge il monumento alla Regina Elena del Montenegro, inaugurato il 26 giugno 1960 a ricordo della sua impegnativa opera assistenziale svolta nel gennaio del 1909 a favore della città terremotata. Fu scolpita a mwbfeFirenze da mwbfiAntonio Berti e realizzata con i fondi raccolti dal giornale mwbfmLa Settimana Incom illustrata, si eleva su un piedistallo marmoreo dove ai quattro lati del basamento, bassorilievi in bronzo attestano l'opera umile e il prodigarsi generoso della regina con i messinesi, duramente colpiti dal terremoto. La statua raffigura la "Regina della Carità" ritta in piedi, serena ma ferma; nel bronzo delle lastre invece la sovrana è raffigurata in quattro momenti: in un provvisorio ospedale allestito sulla nave regia, mentre sorregge la testa di un ferito con accanto una suora, una crocerossina e un ufficiale medico; nell'atto di accarezzare alcuni bambini feriti che si avvicinano a lei; mentre tiene in braccio un bambino appena estratto dalle macerie e in mezzo a numerose vittime.


sorge nell'omonima piazza, all'incrocio con Via Santa Cecilia e Via Cesare Battisti. Consiste una statua in bronzo su basamento di marmo, opera dello scultore messinese mwbfkMario Lucerna e collocata nel 1968. L'opera raffigura il Santo Annibale Maria di Francia, fondatore nel 1882 delle Figlie del Divino Zelo, dei Rogazionisti del Cuore di Gesù nel 1886, e di molti Orfanotrofi Antoniani. Padre Annibale volse la sua opera a Messina nel quartiere Avignone, il più povero e il più malfamato della città ed è rimasto vivo, nei messinesi, un forte senso di devozione nei suoi confronti.cite-ref-110[110]

• Statua di mwbgaGaetano Martino

situata in Via Garibaldi, adiacente alla piazza Unione Europea, in una piazzetta intitolata al medesimo Gaetano Martino. Inaugurata il 24 novembre 2000, in occasione del centenario della sua nascita, alla presenza del mwbgmPresidente della repubblica mwbgqCarlo Azeglio Ciampi, della vedova del grande statista e dei figli. Fu realizzata, a Roma, dallo scultore Rocchi.cite-ref-111[111]

• mwbgsCasa del Puparo o Casa Cammarata

è una casa-monumento situata nel rione Maregrosso di Messina. Si tratta dell'abitazione del mwbg4Cavalier Giovanni Cammarata, muratore in pensione che agli inizi degli anni settanta iniziò ad abbellirla con sculture e decorazioni fantasiose. Sorge in quella che lui stesso ribattezzerà mwbg8Via delle Belle Arti n. 20, nella periferia industriale di Messina. Si tratta di uno dei maggiori esempi di mwbhamwbheoutsider art siciliana contemporanea.

• Il mwbhqFaro di Messina

sito nella Cittadella Della Madonna e risalente al 1555, è il faro integro più antico d'Italiacite-ref-112[112]cite-ref-113[113]
necessita di lavori per essere dato alla pubblica fruizione, il mwbiaPilone di mwbieTorre Faro

• mwbiqMonumento a Santa Eustochia con statua di Giovanni Paolo II

il mwbicMonumento a Santa Eustochia di mwbigGuido Sgaravatti (1988), situato in piazza Domenico Crisafulli/XXIV Maggio, è un'opera in bronzo, alta 3,95 m., commissionata da Comune e Provincia messinesi per celebrare la visita di mwbikGiovanni Paolo II avvenuta l'11 giugno 1988 per la canonizzazione della Beata mwbioEustochia, prima uscita per il Papa da Roma in Italia per una santificazione. Realizzato nel tempo record di 88 giorni dal momento del conferimento dell'incarico alla visita papale, come richiesto dai committenti allo scultore (scelto per la conoscenza delle tecniche, la provenienza geografica e la formazione culturale oltre all'esperienza comprovata e all'essere stato allievo dello scultore siciliano mwbisEmilio Greco), l'opera, accostata ad una figura a tutto tondo del Papa che prega a braccia aperte verso Eustochia, è concepita come una stele lavorata a rilievo con le mwbiwStorie della Santa e posta su un basamento a gradoni triangolari posto al centro dell'esedra inferiore presente nella piazza, quest'ultima poco distante dalla mwbi0Chiesa di Montevergine e dal suo Monastero, fondati per volere di Eustochia.cite-ref-114[114]cite-ref-115[115]cite-ref-116[116]

Fontane monumentali

Fontane Monumentali di Messina

Alcune fontane cittadine


sita in Piazza Duomo, venne realizzata nel 1553 da mwbpcGiovanni Angelo Montorsoli, allievo di Michelangelo. L'Opera, dalla complessa iconografia neoplatonico-alchemica, fu definita dallo storico dell'arte Bernard Berenson "la più bella fontana del Cinquecento in Europa".


seconda opera messinese di Giovanni Angelo Montorsoli, 1557, si trova in piazza Unità d'Italia.

• Fontana Senatoria

è collocata sul lato sud del Palazzo Municipale; si compone di una grande vasca circolare con al centro una stele che sostiene una grande tazza buccellata del 1619 a sua volta sormontata da una pigna, la grande vasca è sorretta da tre gradini e presenta sul bordo esterno sette targhe a rilievo, i nomi dei Senatori del tempo, Don Franciscus Marullo, Bernadus Moleti, Thomas Zuccarato, Marcellus Cirino, Vincentius De Celis e Franciscus De Judice. La sua collocazione originaria è sconosciuta, però fino al 1935 si trovava in Piazza Palazzo Reale (accanto alla Dogana), nel 1937 viene collocata in Via Consolato del mare accanto al municipio per la venuta a Messina di mwbqeBenito Mussolini.cite-ref-117[117]


fu eretta in piazza Ottagona (oggi piazza mwbqsFilippo Juvara) nel 1842 per i festeggiamenti secolari in onore della Madonna della Lettera dall'architetto messinese Carlo Falconieri. Oggi si trova al centro di piazza Basicò.cite-ref-118[118]


eseguite su disegni del romano Pietro Calcagni, poste ai quattro angoli tra via Austria (oggi via I Settembre) e via Cardines, nuove arterie volute dal Senato di Messina nel 1572 per congiungere il Duomo al Palazzo Reale, furono eseguite in epoche diverse. La prima, nel 1666, da mwbrcInnocenzo Mangani, la seconda, nel 1714, da mwbrgIgnazio Buceti, le ultime due da ignoti artisti nel 1742. La decorazione è ispirata al mare; gli stemmi imperiali spagnoli e di Messina sormontano ciascuna fontana. Distrutte dal mwbrkterremoto del 1908, solo due sono state ricomposte nel sito originario; le due mancanti sono custodite al Museo Regionale.

• Fontana Bios

alla Passeggiata a Mare, realizzata dal pittore e scultore messinese Ranieri Wanderlingh. Inaugurata nel 2005 è stata donata alla città dal quotidiano Gazzetta del Sud. Raro esempio di arte moderna a Messina, l'opera si ispira alle forme originarie e archetipiche della natura vivente. Simboleggia il maschile e il femminile e il ciclo della vita e dell'energia vitale rappresentato dall'acqua. Il sottotitolo dell'opera è: "la vita che sempre ricomincia". La collocazione sul lungomare è stata voluta dall'autore al fine di segnare l'importante confine fra spazio urbano e spazio naturale che caratterizza la città di Messina.cite-ref-119[119]

• Fontana dei 4 cavallucci

in largo San Giacomo, alle spalle di Piazza Duomo. Secondo lo storico mwbsyCaio Domenico Gallo fu eretta nel 1742 in occasione della festa della Madonna della Lettera, scolpita dal catanese Giovan Battista Marino.cite-ref-120[120]

• Fontana del Brugnani

all'interno della Fiera campionaria, scolpita nel 1738 dal messinese Ignazio Brugnani. Fino al 1908 si trovava nel cortile del monastero di S. Gregorio Magno, sotto Montalto. I gravi danni subiti sono stati restaurati nel 1980.cite-ref-121[121]

• Fontana in ghisa

opera di artigiani fonditori messinesi di fine '800.cite-ref-122[122]

• Fontana della Pigna

in piazza Seguenza, è di stile settecentesco, sormontata da una grossa pigna da cui prende il nome. Si pensa provenga da un cortile del seminario arcivescovile.cite-ref-123[123]

• Fontana di Piazza Repubblica

è del periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale e sfrutta i resti di una fontana del 1902, poi andata distrutta, realizzata da mwbucLeandro Caselli in occasione della realizzazione dell'acquedotto cittadino.cite-ref-124[124]


all'incrocio tra Corso Cavour e via T. Cannizzaro, sarebbe opera del 1590 di mwbveRinaldo Bonanno; quest'opera venne edificata grazie al volere dei senatori di quel tempo che furono: mwbviPaolo Adornetto, Antonio Cesare Aquilone, Pietro Arena, Pietro Del Pozzo, Giuseppe Stagno D'Alcontres, Carolus Ventimiglia. I loro nomi e la data di costruzione furono incisi su una lapide, distrutta dal terremoto, che era posta sul fronte del vicino palazzo Brunaccini. La fontana dell'Acquario, intesa popolarmente di Gennaro (viene chiamata Gennaro perché sembra che sia il nome della famiglia messinese che finanziò l'opera, o anche chiamata Innaru o Gennaro, nome derivante da Jannò o Giano, divinità pagana a cui si dedicavano, in epoca romana, le porte della città.), fu sistemata nel 1602 all'incrocio tra il Corso e la via del Collegio: era accostata alla testata di un irregolare fabbricato e volta verso Mezzogiorno e l'inizio del Corso. Caio Domenico Gallo negli "Annali della città di Messina" scrive in proposito che "[…] nell'entrare del nuovo anno 1602 si eresse il bellissimo fonte di marmo nella piazza della parrocchiale di S. Antonio dettà di Jannò con la statua ragguardevole dell'Acquario seduto sul Zodiaco […]". Per diversi anni fu ospitata dal Museo di Messina e nel 1931 fu posta nel nuovo slargo all'inizio del Corso, conservando comunque una posizione non molto diversa dall'originale. Di semplice e classica fattura, la fonte si eleva su un basso basamento e si compone di una vasca ottagonale in marmo rosa, dalla quale si erge un piedistallo che regge la statua di un giovane acquaiolo (Acquario) seduto su un globo decorato da una fascia con i segni dello zodiaco. Il segno zodiacale è, quindi, raffigurato sotto forma di giovane nudo dalle fattezze atletiche che regge due anfore; l'acqua fuoriusciva, fino al 1870, da quattro mascheroni posti alla base del globo e dalle due brocche sostenute da Acquario. La statua in marmo bianco appare non del tutto rifinita, a causa dell'erosione del tempo e dei danni riportati per il terremoto ancora leggibili nelle parti restaurate, ma, malgrado tutto, il modellato si presenta robusto e vibrante e la figura denota sincronia di movimento. Da taluni attribuita a mwbvgRinaldo Bonanno, essa fu, probabilmente, opera di un suo allievo, essendo quell'artista morto nel 1590.

• Fontanella Arena

si trova nel largo "Fontana Arena", un grazioso puttino in bronzo modellato dallo scultore messinese Antonino Bonfiglio. Questa fontanella decora un piccolo angolo di verde a forma triangolare posto tra via Boccetta e via G. Longo. Dagli abitanti del luogo la chiamano "Fontana Arena", dal nome della famiglia Arena che, nel secolo scorso, in un periodo di enorme siccità diedero al popolo la possibilità di servirsi delle acque. Il Comune, per ricordare l'avvenimento, commissionò l'opera un puttino orciaiolo in pietra artificiale che, successivamente, a spese dei cittadini del quartiere, fu modello per una fusione in bronzo, l'originale in pietra andò poi perduto, versante acqua da un panciuto vaso a forma d'anfora, rappresentando una delle opere "minori" e meno importanti di Bonfiglio, ma può considerarsi, malgrado, tra la foltissima schiera di sculture da lui eseguite, l'opera più gioiosa e genuina, pervasa di semplicità, allegria e spensieratezza, tipica del mondo felice dell'infanzia.cite-ref-125[125]

• Fontana di mwbwqArione al mwbwuCasino di Terra Nuova (XVI secolo)

costituita dalla statua di mwbwgArione su due delfini inserita in una nicchia con arco a tutto sesto, con conchiglia e cornice modanata e un’edicola con mezze colonne addossate d’ordine tuscanico, il tutto sormontato da ghirlande e da uno mwbwkstemma inquartato. Rilevata nel casale di mwbwoGiampilieri marina dall'architetto francese mwbwsJaques Ignace Hittorff nel 1823 e pubblicata in incisione ne lmwbww'mwbw0Architecture Moderne de la Sicile, Parigi 1835, alla mwbw4Planche XXXIII, viene in seguito dimenticata. Riscoperta dagli architetti messinesi F. Galletta e F. Sondrio nel 2014, viene pubblicata nel 2017, con l'attribuzione da parte degli stessi scopritori allo scultore messinese mwbw8Rinaldo Bonanno. Vedi: M. Kiene, M. D’Angelo, M. Lo Curzio, mwbxa1823 Hittorff a Messina. La scoperta di una città nuova, EDAS La Volta, Collana di Studi e Progetti di Architettura, Messina 2017, pp.mwbxe 192–214. ISBN 978-88-7820-473-7. In particolare: F. Galletta, mwbxmCronaca di una scoperta/Post Scriptum, pp.mwbxq 192–198; F. Galletta, mwbxuUn luogo di delizie, pp.mwbxy 199–206; F. Sondrio, mwbxcUna storia che continua, pp.mwbxg 207–214.

• Fontana di Piazza Cairoli

inaugurata con la ristrutturazione della piazza, nel 2003 e nel 2011 viene inaugurata la fontana multicolore.cite-ref-126[126]

Cimitero monumentale

Il mwbyucimitero monumentale è, dal punto di vista artistico, il secondo maggior cimitero d'Italia dopo quello di mwbyyGenova.cite-ref-127[127]

Architetture militari


fu fatto edificare da mwbzcCarlo V nel 1540 circa, sul braccio estremo della falce portuale, nel luogo in cui un tempo esisteva l'antica sede dell'mwbzgArchimandritato del Santissimo Salvatore. Sulla torre "Campana", posta all'estremità, si trova una stele di 60 metri di altezza, che sostiene una grande statua benedicente della mwbzkMadonna della Lettera in bronzo dorato (alta 6 metri), opera di mwbzoTore Edmondo Calabrò. La stele fu illuminata per la prima volta nel 1934 da mwbzspapa Pio XI, che azionò dal Vaticano un radiocomando di mwbzwGuglielmo Marconi; essa appare a chi giunge dal mare e in atto benedicente verso la prospiciente città.

mwbz4 mwbz8Castel Gonzaga

è una delle fortificazioni di pregio di Messina, progettato dal mwb0iAntonio Ferramolino da Bergamo, regio ingegnere militare, nel 1540 e costruito in posizione dominante, a Montepiselli, nell'ambito del progetto di costruzione di nuove possenti mura e fortificazioni per la città di Messina, voluto da mwb0mCarlo V, che resero la piazzaforte la più munita del bacino del Mediterraneo. Prese il nome dal mwb0qviceré dell'epoca don mwb0uFerrante I Gonzaga.

mwb0c mwb0gReal Cittadella

imponente costruzione militare a pianta stellare (5 baluardi), situata all'imboccatura della falce del porto. Fu costruita dal 1678 al 1681 dagli spagnoli, per controllare la città dopo la rivolta del 1674. Essa è nota per i lunghissimi bombardamenti compiuti sulla città durante l'mwb0sAssedio di Messina del 1848, quando la città insorse contro il dominio borbonico e fu semidistrutta dal fuoco delle artiglierie dell'esercito del regno delle Due Sicilie nel corso della repressione. Gran parte di essa è in stato di abbandono.

mwb00 mwb04Forti Umbertinicite-ref-128[128]

i mwb1uForti detti Umbertini sono così chiamati perché costruiti durante il regno di Umberto I di Savoia per la difesa dello Stretto. Sono 22 in tutto (13 sulla costa siciliana e 9 sulla costa calabra) e in genere sono posizionati su alture.

• mwb1gForte Cavalli

su Monte Gallo nei pressi di Larderia: ancora in ottimo stato di conservazione, che domina la città dal un'altezza di quasi 500 mwb1sm s.l.m. Da essa si gode una vista ottima sullo Stretto, che servì negli anni a controllare le avanzate francesi via mare, impegnati in quel periodo in una campagna di attacco alla Tunisia. Deriva il suo nome dal generale piemontese mwb1wGiovanni Cavalli. È sede del Museo Storico della Fortificazione Permanente dello Stretto.

• mwb18Forte Campone

in posizione molto elevata e in ottime condizioni.


situato all'interno del Ponte Radio Interforze, accanto all'omonimo santuario dedicato alla Madonna.

• Forte dei Centri

a Salice, in buone condizioni.

• mwb24Batteria Polveriera o Masotto (dal nome del comandante)

a Curcuraci. Dalla fine della II guerra mondiale fino al 1986 è stata utilizzata dalla Marina Militare come deposito; da allora è in stato di abbandono.

• Forte Serra la Croce

fra Curcuraci e Faro superiore, in buone condizioni.

• Forte Puntal Ferraro sui Colli Sarrizzo

gestito dall'Azienda Foreste Demaniali, in buone condizioni; vi è un centro veterinario importante oltre a ospitare una piccola colonia di daini

• mwb30Forte Menaja Crispi a Campo Italia

è stato in parte distrutto dai bombardamenti del 1943 e la parte restante è in stato di abbandono.


prende nome da un eremita basiliano vissuto in epoca bizantina; situato a 330 metri di altitudine tra le vallate dell'Annunziata, di San Licandro e di Giostra-San Michele e utilizzato oggi come centro di un Parco Ecologico.

• Forte Ogliastri

a Tremonti, in buone condizioni. Da qualche anno vi si organizzano importanti eventi d'estate oltre a ospitare il centro VTS per il controllo del traffico marittimo dello Stretto di Messina

• Forte Petrazza

tra Camaro e Bordonaro, in buone condizioni.

• mwb5iForte Schiaffino o Monte Giulitta

a Santa Lucia sopra Contesse, costruito nel 1889-1890 per difendere la zona da Gazzi a Mili Marina, è privo di gestione.


demolito per far posto all'eliporto del Policlinico; ne restano solo la caponiera e qualche vano in stato di abbandono.

• Forte Spuria

nei pressi del cimitero di Granatari, ricostruito alla fine dell'800 sui resti del Forte Inglese.

mwb6qAltre strutture


fortificazione in stato di abbandono di Gravitelli. È il più antico dei forti messinesi e ha subito nel tempo vari rimaneggiamenti.cite-ref-129[129]

• mwb7aCastello Matagrifone o "Roccaguelfonia"

di esso resta solo una torre ottagonale, sulla cui sommità è stata installata una delle campane più grandi d'Europa. Esistono ancora alcuni baluardi, nonché le strutture sottostanti e circostanti, insieme con uno degli ingressi del XVI secolocite-ref-130[130]

• Torri:

• Torre della Lanternacite-ref-131[131]
• Torre di Contessecite-ref-132[132]
• Torre degli Inglesicite-ref-133[133]
• mwb8oTorri Martello di Ganzirri e Faro
• mwb8wTorre Faro
• Torre di Capo Rasocolmo
• mwb9aTorre Marmora
• Stazione semaforica Spuria, anni 1930.cite-ref-134[134]

• Sistema costiero - contraereo "f.a.m." (fronte a mare)

edificato a partire dal 1936 e costituito da una rete di batterie costiere, osservatori, direzioni del tiro e altro, utili alla difesa costiera, antisommergibile e contraerea del territorio della città.cite-ref-cariddiweb-wordpress-com-135-0[135]

• Sistema terrestre "f.a.t." (fronte a terra)

edificato tra il 1942 e il 1943, costituito da una serie di fortificazioni (bunker, piazzole, ecc.) che cingono il perimetro della città, difendendolo da tentativi di penetrazione nemica.cite-ref-cariddiweb-wordpress-com-135-1[135]

Aree naturali

• Villa mwb-aGiuseppe Mazzini, nome originario mwb-eLa Flora

fu progettata dall'ingegnere svizzero Enrico Fehr. Si trova al centro della città tra la Prefettura, la chiesa di S. Giovanni di Malta, la sede del Comando interregionale dei Carabinieri, il viale Boccetta e la via Garibaldi un tempo Strada Ferdinanda. Ricca di vegetazione mediterranea ed esotica, è uno dei luoghi preferiti dai messinesi per il tempo libero, all'interno vi è l'Acquario di Messina, e una voliera che ospita uccelli esotici.

• Passeggiata a mare

lungo spazio attrezzato sul waterfront del centro cittadino dal viale Boccetta sino al viale Giostra, compresa la sede della Fiera Internazionale, bellissima la vista sul porto e sulla colonna votiva della Madonna della Lettera.cite-ref-136[136]

• Villa mwb-4Dante

di fronte al Cimitero monumentale e al centro del mwcaeviale San Martino, la principale arteria commerciale della città. È il vero grande "polmone verde" di Messina, realizzato negli anni settanta e della estensione di alcuni ettari. Include anche una grande arena all'aperto per spettacoli (auditorium), una piscina, un centro ricreativo per anziani, campi da calcetto e numerosi spazi ludici per i bambini.cite-ref-137[137]

• Villa mwcagAlbert Sabin

sul viale della Libertà di fronte al Museo Regionale e al capolinea Nord della tramvia, grande spazio verde attrezzato affacciato sullo Stretto.cite-ref-138[138]

• Colli San Rizzo (o Colli Sarrizzo)

immenso polmone verde naturale della città con numerose aree attrezzate.cite-ref-139[139]

• mwcbkOrto Botanico Pietro Castelli dell'Università di Messina

in piazza XX settembre, comprendente piante provenienti da varie parti del mondo; vi si svolgono attività di educazione naturalistica.

Esistono poi villette di minori dimensioni:

• Villetta Quasimodo

nei pressi della Stazione ferroviariacite-ref-140[140]

• Villa mwcccEttore Castronovo

in piazza Castronovo, luogo di partenza della celebre "Vara" di Mezzagosto.cite-ref-141[141]

• Villa mwcdaGiuseppe Garibaldi

situata di fronte alla più grande villa Mazzini lungo la via Garibaldi, alberata a pini. In loco si trova la statua di Ferdinando II di Borbone, da anni tenuta in abbandono e ivi posizionata solo qualche decennio fa.cite-ref-comune-messina-it-108-1[108]

• Piazza Santa Caterina Valverde

minuscola villetta sita lungo Via Garibaldi, davanti alla Chiesa di Santa Caterina. Ivi è posta un monumento in stile moderno dedicato ad Antonello da Messina.

• Pista ciclabile

affacciata sullo stretto, situata nella mwcealitoranea di Messina.cite-ref-142[142]

Necessitano di lavori per essere dati alla pubblica fruizione due importanti aree della città:

• Parco Aldo Moro

situato sulla circonvallazione, in viale Regina Margherita, è sede dell'istituto nazionale di geologia e vulcanologia con sezione sismologica. A novembre 2009 sono stati consegnati lavori di ristrutturazione che sarebbero dovuti durare nove mesi e dei quali non si ha notizia.cite-ref-143[143]

• Foresta di Camaro

in attesa di essere affidata alla Forestale. Il 7 ottobre 2010, la Regione ha dato il via libera alla stipula della convenzione per la gestione della foresta di Camaro ed è ora possibile firmare l'accordo. All'interno si nasconde un vero e proprio tesoro: ci sono 7 specie di piante rare, 33 specie di uccelli (al Wwf ne risultano addirittura 110); si trovano siti storici quali gli antichi mulini plurisecolari, il santuario della Madonnuzza, il torrente di Camaro, la casa del Re e la colonia del principe di Piemonte. La foresta di Camaro, inoltre, gode di specifiche misure di protezione speciale, in quanto sito di interesse comunitario.cite-ref-144[144]

Alberi di interesse storico

• Lmwcfk'mwcfoAbbirazzu o anche l’mwcfsAlbero di Garibaldi o l’mwcfwAlbero di Garibaldi di Messina

è un albero che sorge in via Brasile vicino ai traghetti. L'albero è il superstite di un grande complesso, la Villa Laudamo, una villa dell'Ottocento distrutta dopo il sisma del 1908. Oggi è considerato il simbolo dell’antico Borgo del "Ringo, il quartiere dei pescatori. Per comprendere il motivo di questa denominazione, bisogna tornare indietro nel tempo, al 6 agosto 1860, quando Garibaldi, dal balcone della Filanda Eaton a Porto Salvo, pronunciò un discorso di commiato rivolto ai messinesi. mwcga“Accettate, generosi, la destra – disse fra l’altro Garibaldi – che non ha mai servito un tiranno, ma che si è incallita al servizio del popolo… A voi chiedo di far l’Italia, senza l’eccidio dei suoi figli, e con voi di servirla, o di morir per essa.” Finito il discorso, il Generale si recò alla vicina Villa Laudamo.cite-ref-145[145]

• Magnolia di Villa De Gregorio

si trova in zona mwcgoGiostra, è un meraviglioso albero di mwcgsmagnolia che prende il nome dall'ex Villa De Gregorio, distrutta dal mwcg0terremoto del 1908. Oggi della villa rimangono poche mura. Negli ultimi anni, la zona intorno all'albero sta subendo un processo di riqualificazione con la costruzione di un'area chiamata Parco Magnolia.cite-ref-146[146]

Aree Archeologiche

• Tomba a Camera di Largo Avignonecite-ref-147[147]
• Necropoli in via Cesare Battisticite-ref-148[148]
• Resti dell'Antica Chiesa di Largo San Giacomo.cite-ref-149[149]cite-ref-150[150]

Società

Evoluzione demografica

La popolazione cittadina ha raggiunto un massimo di mwci0260 118 abitanti nel 1981, dopo di che è diminuita al ritmo di mwci41 000 abitanti l'anno. Il primo motivo del fenomeno è la cronica crisi occupazionale, il secondo il trasferimento verso i comuni limitrofi. Il censimento del 1911 registrò una drastica contrazione per il terremoto del 1908. Le vittime furono in realtà molto più numerose di quanto appaia da una semplice sottrazione tra i dati di quel censimento e quello precedente, perché la città, quasi interamente spopolata, fu ripopolata da abitanti di altre zone della Sicilia e della Calabria, attratti dalla ricostruzione e dai larghi vuoti apertisi negli impieghi pubblici e nel commercio. Le famiglie messinesi che abitavano la città da prima del 1908 sono oggi pochissime.cite-ref-151[151] Popolazione storica (migliaia).cite-ref-152[152]

Abitanti censiticite-ref-153[153]

Etnie e minoranze straniere

Gli stranieri residenti a Messina al 1° gennaio 2025 sono 11.986 e rappresentano il 5,5% della popolazione residente.Secondo le statistiche mwckiISTAT al 1° gennaio 2025 la popolazione straniera residente a Messina era di mwckm11 986 persone, pari al 5,5% della popolazione.cite-ref-154[154] Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:cite-ref-155[155]

Sri Lanka 3621
Filippine 1799
Romania 1238
Marocco 940
Iran 424
Bangladesh 346
Cina 339
Tunisia 261
India 233
Polonia 221

Religione

Secondo la tradizione cattolica, mwck8San Paolo, nel corso delle sue peregrinazioni per il Mediterraneo alla volta di mwclaRoma per diffondere la Buona Novella, sarebbe approdato nell'anno 41 d. C. a Messina, città già allora molto fiorente dal punto di vista economico grazie al suo porto.cite-ref-religione-156-0[156]

Qui egli, predicando la dottrina cristiana, avrebbe infiammato subito i cuori di molti messinesi e, tra essi, dei Senatori cittadini del tempo, i quali, saputo dall'Apostolo delle Genti dell'esistenza, a mwclyGerusalemme, della Madre del Signore, decisero subito di recarvisi per chiedere la sua benedizione sulla Città.cite-ref-religione-156-1[156]

La mwclwMadonna scrisse di suo pugno e consegnò agli ambasciatori messinesi una Lettera, in cui Ella benediceva la Città e i suoi abitanti e si costituiva sua perpetua Protettrice. L'8 settembre del 42 d.C. la nave recò gli ambasciatori nella città dello Stretto con la Lettera di Maria, che la stessa Celeste mittente aveva arrotolato e legato con alcuni dei suoi capelli. Tale missiva risulterebbe essere conservata presso i Musei Vaticani a Roma. Secondo una leggenda, Maria avrebbe scelto di essere la patrona dei messinesi e non il contrario. Questa tradizione ha contribuito molto a radicare nella città il culto mariano.cite-ref-religione-156-2[156]

(latino)

«

Vos et ipsam Civitatem benedicimus

»

(italiano)

«Benediciamo voi e la vostra Città»

(Dalla Lettera di Maria ai messinesicite-ref-religione-156-3[156])

Da allora Messina per i cattolici divenne città mariana per eccellenza, vantando come credenziale l'essere stata scelta "direttamente dalla sua Patrona". Tale scelta sarebbe attestata da un'affermazione di mwcmgFlavio Lucio Destro, del II secolo. Nel Duomo è custodita la reliquia del capello della Madonna, che viene portata in processione su un artistico vascelluzzo d'argento il giorno del mwcmkCorpus Domini. Si racconta che a seguito di una pestilenza la popolazione di Palmi era ridotta notevolmente e il Senato Messinese decise di portare parte della Ciocca dei Capelli in processione a Palmi, quando arrivarono alle porte della cittadina calabrese la peste finì immediatamente. Per riconoscenza la domenica dopo il 15 agosto viene replicata a Palmi la processione della Vara (assunzione in cielo di Maria).cite-ref-religione-156-4[156]

I cattolici celebrano la festa della Madonna della Lettera il 3 giugno, con una partecipata processione del fercolo d'argento cesellato con la statuetta argentea della Madonna, modellata da mwcm8Lio Gangeri nel 1902 e la reliquia del Capello di Maria contenuta in un prezioso ostensorio (la Lettera è andata perduta in uno dei tanti incendi che devastarono il Duomo nel corso della sua travagliata storia).

La città di Messina ospita molte minoranze religiose: i mwcnepentecostali sono i più numerosi, ci sono anche mwcnitestimoni di Geova, mwcnmmormoni, mwcnqvaldesi e una forte concentrazione mwcnuislamica per via delle forti immigrazioni.cite-ref-religione-156-5[156]

Tradizioni e folclore

La festa del mwcnwVenerdì Santo si snoda per le principali vie della città la mwcn0mwcn4processione delle Barette (Varette), risalente al 1610cite-ref-157[157] e composta da undici gruppi statuari raffiguranti episodi della mwcomPassione di Cristo. Tale processione si è svolta a più riprese da più di 150 anni e deve il nome di Barette al fatto che nelle prime edizioni vi era solo il simulacro della Madonna Addolorata e un fercolo con il Cristo morto e cinque barette rappresentanti i misteri. Tra le ultime interruzioni quella durata qualche anno per il terremoto del 1908 e il periodo della seconda guerra mondiale. Nel corso degli anni si sono via via aggiunti altri simulacri fino a essere i ventuno odierni. Le barette rimangono custodite nell'Oratorio della Pace che ha un portale risalente al periodo preterremoto.

Il giorno della festa del mwcouCorpus Domini, dalla mwcoyCattedrale si snoda una lunga processione preceduta da fedeli cattolici incappucciati detti "Babaluci" e da tutte le associazioni, congregazioni e arciconfraternite religiose della città. Assieme all'mwcocostensorio con il SS. Sacramento, portato sotto un ricco baldacchino in seta dall'mwcogArcivescovo, viene portato a spalla il "Vascelluzzo" (piccolo vascello), fercolo in argento cesellato adornato di piccoli drappi rossi e spighe di grano. L'opera è un ex voto fatto dai messinesi in segno di ringraziamento verso la mwcokMadonna della Lettera che, secondo la leggenda, in occasione di varie carestie, fece giungere nel porto della città alcuni vascelli carichi di grano. Il Vascelluzzo viene conservato presso la Chiesa dei Marinai ed è esposto dietro un vetro di sicurezza oltre a due pesanti grate di ferro sovraesposte. La mattina del Corpus Domini viene portato a spalla da 16 persone, con un'andatura tale da far sembrare che il Vascelluzzo navighi nel mare, ed entra nel Duomo allo scoccare del mezzogiorno. Una volta arrivato all'altare maggiore viene posta al centro del vascelluzzo la reliquia della Ciocca di capelli della Madonna. Alla sera dopo la S. Messa il Vascelluzzo privo della reliquia viene riportato in processione alla Chiesa dei Marinai dove viene accolto con lo sparo dei fuochi d'artificio.cite-ref-158[158]

La processione di Ferragosto

La festa cattolica più importante è, però, quella che si svolge a ferragosto di ogni anno: viene portata in processione da migliaia di fedeli, vestiti di bianco e blu e a piedi scalzi, un'antica macchina votiva: la mwcpsVara, raffigurante le fasi dell'mwcpwAssunzione della Vergine Maria al cielo. La Vara, alta circa 13 metri e mezzo, poggia su grandi scivoli metallici e presenta numerose figurazioni in materiali diversi di angeli, le due grandi sfere rotanti del Sole e della Luna e, in cima, la statua del Cristo che, con una mano, sorregge Maria, in atto di portarla all'Empireo; i fedeli la trascinano tirando le lunghe gomene (mwcp0230 m ciascuna, spessore mwcp45 cm) che vi sono attaccate alla base lungo il selciato precedentemente bagnato del corso Garibaldi, da piazza Castronovo a via I settembre e poi da via I settembre, arteria storica della città, fino a Piazza Duomo, dove la processione si conclude a sera. Dalle 23:00 un grande spettacolo pirotecnico, visibile da tutto lo Stretto, chiude la giornata di festa.

La Vara è una macchina trionfale, costruita per la prima volta nel 1535, in onore dell'imperatore mwcqaCarlo V, in quell'anno in visita a Messina. Una importante testimonianza cinematografica della processione della Vara la si ha nel film mwcqemwcqiMade in Italy, un mwcqmfilm italiano a episodi del 1965 diretto da mwcqqNanni Loy. Si racconta che nel giugno del 1575 scoppiò a Messina una epidemia di peste che durò circa trent'anni procurando la morte di oltre mwcqu40 000 persone, dopo la battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571) e in breve tempo si propagò anche a Reggio Calabria e nelle altre coste della Calabria. I cittadini di mwcqyPalmi accolsero quanti fuggirono dalla città peloritana e inoltre, tramite i suoi marinai, mandarono aiuti tramite generi di vitto e olio. Superata la calamità, la città di Messina in segno di riconoscenza verso la cittadina calabrese, con delibera del Senato cittadino volle donare alle autorità ecclesiali di Palmi, in segno di ringraziamento per gli aiuti prestati, uno dei presunti capelli della Madonna che furono portati nella città siciliana nel 42 d.C. unitamente a una lettera di benedizione e di protezione attribuita alla madre di Cristo.cite-ref-159[159]

Nei giorni precedenti il 15 agosto, le vie della città sono percorse dalla processione festante dei due mwcq4Giganti e del mwcq8Cammello, assieme a numerosi gruppi folkloristici. In particolare, le due colossali statue a cavallo raffigurano i leggendari fondatori della città, la messinese Mata e il moro Grifone (detti mwcra"u giganti e a gigantissa").

Le statue derivano dai giganti processionali dell'antica tradizione catalana, ancora oggi presenti in molte zone della Catalogna e usati in occasione di varie festività, come Tarragona per la festa di Santa Tecla, o durante la fiesta Mayor de Reus che si svolge il giorno di San Pietro Reus. Il contatto con la dominazione catalana fece pervenire la tradizione dei giganti processionali che si è diffusa anche in Sicilia e oggi è legata al culto della Vergine Maria, come nel caso dei giganti Mata e Grifone della festa della Assunta a Messina e dei giganti Kronos e Mytia della festa della Madonna della luce di Mistretta, mentre il mwcriCammello ricorda l'ingresso trionfale a Messina, all'inizio della conquista della Sicilia sottratta agli mwcrmArabi, del normanno Conte mwcrqRuggero I d'Altavilla, che secondo la tradizione avvenne proprio a dorso di mwcrucammello. cite-ref-160[160]cite-ref-161[161]

Istituti, enti e associazioni

Messina è sede di:

• Università pontificia salesiana "San Tommaso d'Aquino" di Messinacite-ref-164[164]
• mwctcBrigata meccanizzata "Aosta" dell'mwctgEsercito Italianocite-ref-165[165]
• Comando interregionale (mwct4Sicilia-mwct8Calabria) dell'mwcuaArma dei Carabiniericite-ref-166[166]
• mwcuyArsenale militare (di pertinenza dell'Agenzia Industrie Difesa) già sede del Comando Marittimo Autonomo in Sicilia della mwcucMarina Militare
• Centro militare di medicina legale (CMML)
• Policlinico Universitario "Gaetano Martino".cite-ref-167[167]

Cultura

Messina ha fornito l'ambientazione di due opere teatrali di mwcvaWilliam Shakespeare, mwcvemwcviMolto rumore per nulla e mwcvmmwcvqIl racconto d'inverno. Nell'agosto 2011 il consiglio comunale di Messina ha deliberato di concedere la mwcvucittadinanza onoraria mwcvypost-mortem a Shakespeare, i cui natali, secondo alcune ipotesi, sarebbero avvenuti proprio a Messina.cite-ref-168[168]

Nel romanzo mwcvwfantascientifico mwcv0mwcv4I condannati di Messina dello scrittore statunitense mwcv8Ben Bova, la città peloritana è la sede del mwcwagoverno mondiale.

Istruzione

Biblioteche [ 169 ]

• Archivio Storico Comunale

fondato nel 1936, conserva oltre mwcws14 000 volumi riguardanti la città, con copie risalenti al Cinquecento e al Seicento; una interessante emeroteca con oltre mwcww1 600 testate e alcuni giornali risalenti al 1815; un'importante collezione di antiche stampe con oltre 420 esemplari, foto e cartoline d'epoca. Ha sede al palacultura.

• Biblioteca comunale "Tommaso Cannizzaro"

fondata nel 1917. custodisce circa mwcxe50 000 volumi. Sia l'archivio storico, sia la biblioteca comunale si trovavano provvisoriamente negli scantinati di una scuola media cittadina, sono state poi trasferite nel mwcxiPalazzo della cultura di viale Boccetta.

• Biblioteca del Gabinetto di Lettura

all'incrocio tra viale San Martino e via Sacchi, custodisce oltre mwcxc45 000 volumi.

• Biblioteca Regionale Universitaria di Messina

fondata nel 1731, il suo patrimonio bibliografico ammonta a circa mwcxw400 000 unità suddivise in: mwcx01 307 manoscritti, 423 edizioni del XV secolo, mwcx43 637 edizioni del XVI secolo, 107 pergamene sciolte, una collezione iconografica ricca di 363 stampe e una ricca collezione di fotografie storiche. Notevoli per importanza le raccolte pervenute alla Biblioteca per acquisto o donazione. Aperta tutte le mattine e i pomeriggi, tranne la domenica e il lunedì mattina. È suddivisa in quattro sedi: via primo settembre 117, via dei verdi 71, via la farina 237 e via consolare pompea 59.

• Archivio di Stato di Messinacite-ref-170[170]

istituito nel 1843. Gravemente mutilato nei suoi fondi archivistici nei bombardamenti del 1943 (quando perse oltre mwcyc100 000 volumi), oggi custodisce oltre mwcyg50 000 volumi. Aperto dal lunedì al sabato tutte le mattine, e nei pomeriggi di martedì e giovedì fino alle 17:30, con accesso libero e consultazione gratuita,|Informazione da verificare, si trova in via Avellino, 1 (angolo via La Farina).

• Biblioteca Camera di commercio industria ed agricoltura, in piazza Cavallotti, 1.
• Biblioteca del Museo Regionale

nata intorno alla metà del XIX secolo, custodisce circa mwcy49 000 volumi

• Biblioteca Painiana del Seminario Arcivescovile "San Pio Xmwczecite-ref-171[171]

fondata nel 1927 dall'Arcivescovo di Messina mons. Angelo Paino nei locali del Seminario. Custodisce circa mwczg175 000 volumi. Si trova in via Seminario, zona Giostra, ed è aperto tutte le mattine dal lunedì al venerdì e nel pomeriggio di giovedì fino alle 18.

• Biblioteca dell'Istituto Teologico San Tommaso dell'Università Pontificia Salesiana

una delle biblioteche più belle del sud Italia, ricca di volumi anche introvabili. È specializzata in scienze religiose e antropologiche: teologia, filosofia, sacra Scrittura, diritto canonico, storia ecclesiastica. Possiede ampie raccolte di letteratura classica e moderna, storia civile, diritto civile, scienze, arte, musica. Un reparto speciale di oltre mwcz85 000 volumi è riservato a opere riguardanti la Sicilia. Una sezione particolare raccoglie, in edizione originale o in fotocopia, un rilevante numero di Sinodi di varie Diocesi d'Italia e di Spagna, e particolarmente delle Diocesi di Sicilia, celebrati tra il 1500 e il 1700. Il patrimonio contiene anche opere antiche a stampa, 'opera omnia', fondi, collezioni, microfiches, all'interno vi è anche una mediateca e un'emeroteca. Aperta tutte le mattine e i pomeriggi tranne la domenica e il lunedì mattina, si trova in via del Pozzo 43.

• Biblioteca “Costanza d'Altavilla” del Liceo Classico "Francesco Maurolico"

aperta al pubblico dal 2002, custodisce circa mwcaq16 000 volumi. Aperta tutte le mattine dal lunedì al sabato e nei pomeriggi di lunedì, martedì e giovedì fino alle 18, si trova in corso Cavour, 63.

• Biblioteca dell'Istituto di studi storici “mwcacGaetano Salvemini

aperta nelle mattine di lunedì, mercoledì e venerdì, si trova in via Lepanto, 7.

• Biblioteche dell'mwcawUniversità degli Studicite-ref-172[172]

tutte le facoltà universitarie di Messina hanno nel tempo realizzato delle biblioteche, molto rilevanti sia dal punto di vista numerico sia qualitativo. Tra di esse, riunite in un sistema bibliotecario d'Ateneocite-ref-173[173], spicca per ampiezza la Biblioteca della Facoltà di Lettere e Filosofia, con sede negli ampi locali del polo universitario dell'Annunziata, che custodisce quasi mwcbc1 000 000 di libri e che è, per ampiezza, la seconda nel Meridione d'Italia dopo quella di Napoli. Aperta tutte le mattine dal lunedì al venerdì e nei pomeriggi di lunedì e mercoledì.

• Biblioteca Provinciale dei Frati Cappuccini di Messina

istituita nel 1963, rappresenta la continuazione di quella che, agli albori del XVII secolo, fu una delle biblioteche più ricche dell'ordine. Il patrimonio ha una consistenza di mwcbw71 500 volumi. Il fondo antico comprende incunaboli, edizioni appartenenti ai secc. XVI-XIX, manoscritti e pergamene. La collezione moderna raccoglie testi concernenti teologia, patrologia, storia della Chiesa, diritto canonico, agiografia, storia, filosofia, letteratura italiana e straniera, arte, scienze del libro, storia e cultura locale. Una sezione speciale è dedicata al francescanesimo e alla storia e alla spiritualità dell'ordine dei Frati Minori Cappuccini. La Biblioteca dispone di una sala di consultazione a scaffale aperto e un'emeroteca dotata di 820 periodici di cui 180 correnti. La Biblioteca è adiacente al Santuario "Madonna di Pompei" sito in viale Regina Margherita 25. Si accede da via delle Mura, una stradina che costeggia il lato sinistro della facciata della Chiesa.

• Biblioteca “Giovanni Pascoli”

sita al piano terra del Palazzo Provinciale (Palazzo dei Leoni), sul Corso Cavour. Si caratterizza per la ricchezza e completezza delle raccolte relative alle Gazzette Ufficiali Nazionali (dall'Unità d'Italia a oggi), Regionali, Europee (serie L e C) nonché per alcuni volumi relativi alle primissime sedute del Consiglio Provinciale. È ricca di oltre mwcce4 000 volumi (tra monografie, saggi, pubblicazioni, dizionari, enciclopedie, romanzi). La Biblioteca inoltre conserva e continua a raccogliere diverse pubblicazioni e riviste, prevalentemente di carattere giuridico-amministrativo, ma anche letterarie, storiche e tecnico scientifiche, tra cui numerose sul territorio provinciale. È aperta il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 12, e il martedì dalle 16 alle 17.

• Biblioteca “Padre Egidio Lo Giudice”

sita presso il Santuario dedicato alla Madonna del Carmine, inaugurata nel luglio del 2013, e gestita dai giovani della Parrocchia, possiede oltre mwccy3 000 volumi, divisi in 22 sezioni, fra le quali alcune di natura religiosa, come Teologia, Scrittura, Spiritualità, Patristica, Storia della Chiesa, Carmelo, Mariologia, ma anche altre di diversa natura come Letteratura, Storia, Arte, Filosofia e Messina.

Ricerca

IRCCS Centro per lo studio ed il trattamento dei Neurolesi lungodegenti.cite-ref-174[174]

Scuole

Sono attive in città 280 scuole pubbliche e private, con 109 mwcc8scuole dell'infanzia, 84 mwcdascuole primarie, 25 mwcdescuole secondarie di primo grado e 42 mwcdiscuole secondarie di secondo grado; queste ultime sono suddivise in 15 licei, 14 mwcdmistituti tecnici e 6 mwcdqistituti professionali.cite-ref-175[175]

Università

L'mwcdsUniversità di Messina, fondata nel 1548 da S. Ignazio di Loyola come "primum ac prototypum collegium Societatis Jesu", ovvero primo mwcdwCollegio al mondo della Società di Gesù, conta oggi circa mwcd052 000 iscritti ed è la terza università siciliana per numero di studenti (Palermo e Catania contano circa mwcd462 000 iscritti). L'attività didattica è divisa in 12 dipartimenti, che offrono oltre 100 corsi di laurea.

Nella città metropolitana ha sede nei comuni di mwceaBarcellona Pozzo di Gotto, mwceeMilazzo, mwceiPatti e mwcemTaormina.cite-ref-176[176]


• Accademia di belle arti "Mediterranea"

istituto di alta formazione artistica non statale legalmente riconosciuto.


istituito nel 1939 come Scuola di Musica della Filarmonica Laudamo (fondata nel 1921), ma erede di una tradizione di insegnamento musicale sviluppatasi a Messina già a partire dal XVI secolo.

Istituti internazionali per la diffusione della lingua e della cultura

• Associazione Culturale Italo-Tedesca - mwcfwLingua tedesca
• mwcf4Alliance Française - mwcf8Lingua francese, operante a Messina dal 1958
• Oxford Centre School of languages - mwcgeLingua inglese.

Musei

• Museo Interdisciplinare Regionalecite-ref-177[177]

il mwchyMuseo Regionale di Messina (ribattezzato MuMe), già "Museo Nazionale", passato alla Regione Siciliana in applicazione dell'autonomia isolana, fu concepito dopo il 1908 nei locali di un'antica filanda di seta, nella spianata di San Salvatore dei Greci (all'incrocio tra viale della Libertà e viale Annunziata) per accogliere quanto di artistico era stato possibile recuperare dalle macerie della città. Le sezioni museali sono organizzate in modo da offrire, attraverso le testimonianze artistiche, un quadro cronologico della ricca storia culturale di Messina attraverso i secoli. Ospita, tra le opere più importanti, quelle dei numerosissimi artisti messinesi, mwchcGirolamo Alibrandi e poi Il Polittico di San Gregorio e un'altra tavoletta bifronte di mwchgAntonello da Messina e due tele di mwchkMichelangelo Merisi da Caravaggio, la mwchomwchsResurrezione di Lazzaro e lmwchw'mwch0mwch4Adorazione dei Pastori, opere di mwch8Alonso Rodriguez, mwciaMattia Preti, mwcieGuercino, Onofrio Gabriello, mwcimMario Minniti, Antonino Barbalonga Alberti, mwciuColijn de Coter, Giovan Battista Quagliata, mwcicMatthias Stomer, mwcigDomenico Marolì. Il Museo ospita inoltre una ricca mwcikmostra permanente degli argenti messinesi, a testimonianza delle straordinarie capacità artistiche degli argentieri messinesi. Dal 2010 è in corso il trasferimento nei moderni locali del nuovo Museo, adiacenti ai vecchi.

• Museo della Cultura e Musica popolare dei Peloritanicite-ref-178[178]
• Il Museo della Cultura e Musica popolare dei Peloritani

inaugurato nel 1996 nella frazione "Gesso" della zona Nord della città. È aperto ogni domenica, oppure durante la settimana su prenotazione. Unico nel suo genere in Sicilia, basa l'allestimento museale sul criterio della multidisciplinarità: video, ipertesti, ascolto digitale, animazione con suonatori e cantori della tradizione, supporti letterari, fotografici, iconici, didascalici e didattici. Custodisce tutti gli strumenti musicali della tradizione peloritana, tra cui le zampogne (mwcjuciarameddi in dialetto), i flauti in canna (mwcjyfriscaletti), tamburi e tamburelli, scacciapensieri, conchiglie e una ricca documentazione fotografica.

• mwcjkArchivio Quasimodo, mostra permanente su mwcjoSalvatore Quasimodo "La vita non è un sogno"cite-ref-179[179]

raccoglie in una mostra permanente manoscritti, documenti, fotografie, pubblicazioni, onorificenze provenienti dall'Archivio Quasimodo, acquisito dalla città metropolitana di Messina. La mostra, finalizzata a esaltare gli aspetti fondamentali della vita e delle opere di Salvatore Quasimodo (che visse gran parte della sua vita nella città dello Stretto), si articola in nove sezioni dove sono esposte alcune opere significative del poeta ma anche del traduttore, del critico d'arte, del critico teatrale e perfino del librettista di opere musicali. A corredo dell'importante patrimonio artistico vi sono numerose fotografie, autografi e illustrazioni. Si trova all'interno dei locali della Galleria provinciale d'arte moderna e contemporanea di via XXIV maggio.

• Galleria provinciale d'arte moderna e contemporaneacite-ref-180[180]

aperta nel 1998, si trova presso la sede della città metropolitana di Messina (con ingresso da via XXIV maggio) la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea nella quale sono esposte opere di noti artisti come mwckkRenato Guttuso, mwckoGiuseppe Migneco, mwcksFelice Casorati, mwckwLucio Fontana, mwck0Giò Pomodoro, mwck4Max Liebermann, mwck8Franco Angeli, mwclaAgostino Bonalumi, mwcleMimmo Rotella, mwcliCorrado Cagli, mwclmGiuseppe Santomaso, mwclqToti Scialoja, Howard Hodkin, mwclyMario Mafai, mwclcAlighiero Boetti, Felice Canonico, mwclkGiuseppe Mazzullo, Carlo Morganti, Jonathan Togo, mwcloMario Calandri, mwclsVictor Pasmore, mwclwConcetto Pozzati.

• Mostra dei tesori della Cappella Palatina in San Giovanni di Maltacite-ref-181[181]

allestito nei locali della chiesa di San Giovanni di Malta, nella via omonima, storica sede dell'ordine dei Cavalieri di Malta, custodisce numerosi esempi di arte sacra negli ambiti soprattutto dell'argenteria e dell'oreficeria (campi in cui Messina fu tra le principali città d'Italia in passato) e dei paramenti liturgici in seta, riccamente ricamaticite-ref-182[182]. All'interno vi sono le tombe di San Placido, San Martino e Francesco Maurolico, con relativi affreschi e il crocifisso che parlò a Sant'Annibale di Francia.

• mwcmsTesoro del Duomo di Messinacite-ref-183[183]

il Tesoro del Duomo, custodito ed esposto nel corpo aggiunto sulla fiancata Sud del tempio, è una ricchissima raccolta di preziosi oggetti di culto appartenuti alla Cattedrale sin dal Medioevo, in massima parte argenteria opera della rinomata scuola orafa messinese. Il pezzo più prezioso del Tesoro è la cosiddetta "Manta d'oro", preziosissimo rivestimento del quadro della Madonna della Lettera nelle grandi feste, tutta d'oro finemente cesellato con motivi floreali e geometrici; è opera dell'orafo fiorentino mwcnqInnocenzo Mangani, che la eseguì nel 1668. Il Tesoro custodisce inoltre una ricchissima collezione di paramenti e oggetti sacri; anche qui spiccano i lavori di orafi e argentieri messinesi.

• Museo Sant'Annibale Maria Di Franciacite-ref-184[184]

realizzato nei pressi del Santuario-Basilica di S. Antonio di Padova, nell'annesso Istituto dei Padri mwcn0Rogazionisti, è stato realizzato su progetto dell'architetto Livio Lucà Trombetta e inaugurato nel 2000 da mons. Ignazio Cannavò, Arcivescovo emerito di Messina. Il museo riproduce, in scala 1:2, il quartiere "Avignone", il più malfamato della Messina preterremoto, luogo d'azione del messinese mwcn4Sant'Annibale Maria Di Francia, canonizzato nel 2004. Il Museo custodisce anche oggetti provenienti dal quartiere, tutti i ricordi e le vesti del Santo. Si trova all'incrocio tra la via Santa Cecilia e la via Cesare Battisti.

• Acquario comunalecite-ref-185[185]

sito sul lato settentrionale della centrale "villa Mazzini", fu costruito verso la fine degli anni cinquanta dall'Istituto talassografico del CNR di Messina. L'acquario, successivamente passato alla proprietà comunale, oggi ospita in 22 vasche mediterranee e 8 acquari che riproducono ambienti acquatici del mondo circa 100 specie ittiche. Vi è annesso un museo della fauna marina. Nasce da un'idea, del 1868, del naturalista tedesco mwcocAnton Dohrn per osservare e studiare la fauna dello Stretto. L'acquario di Messina, unica struttura di tal genere in Sicilia, fa parte, insieme a mwcogMilano, mwcokNapoli, mwcooLivorno e mwcosTrieste, del ristretto gruppo di Acquari storici d'Italia. Al suo interno vi sono presenti specie endemiche dello mwcowStretto di Messina, uniche al mondo.

• Museo zoologico "Cambria"cite-ref-186[186]

il museo zoologico "Cambria", di pertinenza del Dipartimento di Biologia animale ed ecologia marina della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Ateneo messinese, è sito nei locali del dipartimento nel polo universitario di mwcpucontrada Sperone, nella zona Nord della città. Di notevole interesse naturalistico, conserva ricche collezioni di vertebrati, insetti e molluschi, con particolare riferimento alla fauna dello Stretto di Messina.

• Osservatorio sismologicocite-ref-187[187]

dati di osservazione sismologia e rilevazione meteorologica, consultazione biblioteca. Si trova in via Osservatorio.


fondato nel 1638, è uno dei tre orti botanici siciliani. Si trova all'incrocio tra la circonvallazione e la via Pietro Castelli.

• Museo storico della fortificazione permanente dello Stretto di Messinacite-ref-188[188]

fu fondato nel 2003 con il patrocinio del Comune di Messina e dell'mwcqsUNESCO, è ospitato nei locali del Forte Cavalli uno dei tanti costruiti su entrambe le sponde dello Stretto intorno al 1890 per difendere il braccio di mare da una paventata invasione francese. Il percorso espositivo, partendo dagli studi balistici del generale mwcqwGiovanni Cavalli, inventore della rigatura dei cannoni, racconta la storia della difesa dello Stretto dal periodo post-unitario alla seconda Guerra Mondiale mediante tavole iconografiche e oggetti appartenenti alla struttura. Il forte custodisce anche il più grande cannone italiano della mwcq0seconda guerra mondiale (16 tonnellate per 10 metri di lunghezza), donato dal Ministero della Difesa e dichiarato Monumento ai Caduti di tutte le Guerre.

• Mostra dei Pupicite-ref-189[189]

sono esposti centinaia di mwcryPupi e manoscritti di fine '800 inizio Novecento, teste e tele di Vasta e Marino, una serie di attrezzi atti alla costruzione dei "pupi", scenografie, foto degli spettacoli. Teatro "Rosario Gargano" c/o Istituto "Angelo Pajno" di Messina, a Gravitelli.

• Museo Messina nel 900cite-ref-190[190]
• Antiquarium comunale, situato a Palazzo Zancacite-ref-191[191]
• Museo d' arte contemporanea Horcynus Orca (MACHO)cite-ref-192[192]
• Museo delle armi antiche di Messinamwcsgcite-ref-193[193]
• Galleria di arte moderna e contemporanea (Gamm)cite-ref-194[194]
• Mostra Permanente “Messina 1908”cite-ref-195[195]mwctc
• Museo del Terremoto

in progettazione / costruzione all'interno dell'ex ospedale Regina Margherita, costruito tra il 1909 e il 1937.cite-ref-196[196]

Media

Radio [ 197 ]

• Antenna dello Stretto
• Radio Amore Messina
• Radio Blinko Blanko
• Radio Messina Quartiere mwcuoInBlu
• Radio Studio 55
• Radio Zenith Messina
• Radio Messina Sud mwcu4(non più operativa)
• Radio Street Messina mwcva(non più operativa)

Stampa

Quotidiani:

• mwcvuGazzetta del Sudcite-ref-198[198]
• mwcvsLa Siciliacite-ref-199[199]
• mwcweGiornale di Siciliacite-ref-200[200]

Televisioni locali italiane (Sicilia)

• Tele Messina
• Stretto TV

Cinema

Messina, città del mito e tragico scenario del mwcxaterremoto del 1908 che rase al suolo la città, è una delle più «gettonate» città del cinema siciliano.

I primissimi filmati girati a Messina risalgono alla fine dell'Ottocento e sono stati girati da un operatore della casa mwcxiLumière:

• mwcxuL'uscita dell'ultima messa dalla Chiesa dell'Annunziata del 6 novembre,1898cite-ref-lescalinatedellarte-com-201-0[201]
• mwcxsLo sbarco dei passeggeri dal Ferry-Boat, 1898cite-ref-lescalinatedellarte-com-201-1[201]
• il mwcyeConvegno dei ciclisti messinesi allo Chalet, 1898.cite-ref-lescalinatedellarte-com-201-2[201]

Il terribile cataclisma del 1908 colpì la fantasia di scrittori e registi:

• mwcykDalla pietà all'amore, Luca Comerio, 1909cite-ref-lescalinatedellarte-com-201-3[201]
• mwcy8Amore e Morte, Luca Comerio, 1909cite-ref-lescalinatedellarte-com-201-4[201]
• mwczuL'Orfanella di Messina, Arturo Ambrosio, 1909.cite-ref-lescalinatedellarte-com-201-5[201]

Dopo il terremoto, vengono girati a Messina alcuni film a soggetto e storici:

• mwcz0La Fidanzata di Messina, tratto dall'omonima tragedia di mwcz4Friedrich Schiller (1911)
• mwc0amwc0eL'avventura, mwc0iMichelangelo Antonioni, 1960, con mwc0mMonica Vitti, mwc0qLelio Luttazzi, mwc0uRenzo Riccicite-ref-202[202]
• mwc0sLu tempu di li pisci spata, mwc0wVittorio De Seta, 1954cite-ref-203[203]
• mwc1imwc1mViva l'Italia, mwc1qRoberto Rossellini, 1961)cite-ref-lescalinatedellarte-com-201-6[201]
• mwc1oMade in Italy, Nanni Loy, 1965, scena riguardante la principale festa religiosa cittadina "La Vara"cite-ref-204[204]
• mwc2amwc2eNo alla violenza, mwc2iTano Cimarosa, 1977
• mwc2qmwc2uQuando i picciotti sgarrano, Romolo Cappadonia, 1978
• mwc2cLa famiglia Ceravolo, mwc2kMelo Freni, 1984cite-ref-205[205]
• mwc28mwc3aNessuno, mwc3eFrancesco Calogero, 1992
• mwc3mmwc3qCome un delfino, Ciro De Maio, 2011cite-ref-206[206]
• mwc3oSeconda Primavera, Francesco Calogero, 2016.

Musica

mwc34Lorenzo Perosi ha dedicato alla città la mwc38sinfonia mwc4aSuite n.4 "Messina per ricordare la più grande catastrofe naturale - i 37 secondi più lunghi - che la storia europea ricordi in tempi storici. L'opera è stata eseguita in prima assoluta nella stessa città nel 2019, sotto la direzione del M° Giuseppe Ratti.cite-ref-207[207]

Cucina

Le specialità della mwc48cucina messinesecite-ref-208[208] sono i piatti a base di pesce e frutti di mare: mwc5qpesce spada, mwc5upesce stocco, mwc5ycozze, costardelle, mwc5cneonate e mwc5gtonno mentre a base di carne le braciole (taglio unico e diverso dal resto d'Italia) e il mwc5kfalsomagro. Dolci tipici messinesi sono la mwc5opignolata glassata, il bianco e nero, i cannoli di ricotta con la variante al cioccolato, la cassata siciliana. Tipici anche la mwc5sfocaccia messinese (scarola riccia, acciughe dissalate pepe nero e formaggio tuma), il pane mwc5walla disgraziata,cite-ref-209[209]cite-ref-210[210] i rustici (mwc6uarancini, i mwc6ypidoni, mwc6cmozzarelle in carrozza e mwc6gsfoglie) e la mwc6kgranita, dai gusti vari (fragola, limone, mandorla, gelsi, cioccolato, pistacchio e, molto apprezzata, la granita al caffè con panna) accompagnata dalla tradizionale mwc6obrioscia. I piatti della tradizione legati alle varie ricorrenze liturgiche sono: i pidoni (una specie di calzone ripieno di scarola bianca riccia, mwc6sacciughe sotto sale e scamorza) venivano preparati il giorno dell'annunciazione (25 marzo), ma anche in molte altre occasioni per esempio il giorno di san Giuseppe, il lunedì di Pasqua, il giorno dell'immacolata, la vigilia di natale, il giorno di santo Stefano. mwc6wU ciusceddu (piatto a base di carne bovina tritata, ossa di vitello, ricotta fresca, uova, pangrattato formaggio maiorchino, pomodori, cipolla sedano e prezzemolo), era d'uso prepararlo il giorno di Pasqua e la mwc60pasta 'ncaciata (carne bovina, un pollo novello, fegatini, carne magra bovina tritata, uova, salame sant'Angelo di Brolo, scamorza, formaggio pecorino stagionato, pangrattato, melanzane, salsa di pomodoro, cipolla, pasta del tipo corta liscia, prezzemolo, basilico, strutto, sale e pepe nero macinato). Questo piatto tipico era consuetudine preparalo il 15 agosto, festa dell'Assunta, molto sentita nella città di Messina dove viene portata in processione la mwc64Vara, una maestosa macchina votiva di forma piramidale, alta circa 14 metri e dal peso di circa 8 tonnellate.

Fiera Internazionale

Presso il quartiere fieristicocite-ref-messinaierieoggi-it-211-0[211] si è svolta fino al 2012 la grande campionaria internazionale, ogni anno, dal 1º al 15 agosto, e numerose altre manifestazioni fieristiche di settore, nel corso dell'anno. La Fiera di Messina è la più antica del mondo, fu fondata il 2 aprile 1296 da Federico II d'Aragona il quale consentì che i messinesi, per quindici giorni l'anno, aprissero una fiera sgravata dagli obblighi tributari. Con l'ultima campionaria (2012) si è conclusa la fiera che aveva più di settecento anni di vita. Il complesso fieristico è stato definitivamente chiuso e demolito: al suo posto sorgerà il prosieguo della passeggiata a mare.cite-ref-212[212]

Geografia antropica

Suddivisioni amministrative

Il territorio del comune di Messina è suddiviso in sei mwc8ocircoscrizionicite-ref-213[213], suddivise a loro volta da decine di frazioni, quasi tutte antichi villaggi, detti casali. Per questo la città si può considerare policentrica, perché oltre il centro storico della città propriamente detta, vi sono tanti centri storici nelle periferie, appunto i 48 casali di Messina, situati lungo le vallate e sulle colline.

Frazioni
Area metropolitana di Messina

Lmwc-0'mwc-4area metropolitana di Messina,cite-ref-214[214] ad oggi ancora inattuata, è stata istituita nel 1986 dalla mwdamRegione Siciliana e delimitata con un decreto del 1995. Essa includerebbe 51 comuni su una superficie di mwdaq1135 km² e sarebbe caratterizzata da una ininterrotta mwdauconurbazione costiera nastriforme di mwday150 km compresa tra mwdacFurnari sul mwdagTirreno e il mwdakfiume Alcantara sullo mwdaoJonio, passando per mwdasMilazzo, mwdawBarcellona Pozzo di Gotto, mwda0Lipari, mwda4Taormina e mwda8Giardini Naxos.

Economia

Agricoltura e allevamento

Particolarmente rilevante in passato, quando annoverava pregiatissime produzioni derivate come la mwdbmseta e i derivati agrumari, ancor oggi l'agricoltura riveste un ruolo importante nell'economia messinese.

Le attività agricole e d'allevamento sono ancor oggi praticate nelle campagne dei villaggi del Comune di Messina. Tra le produzioni agricole, spiccano:

• mwdbcAgrumi (mwdbglimone, mwdbkarancio, mwdbomandarancio, mwdbsclementina)cite-ref-greenplanet-net-19-1[19]
• mwdceVite, da cui si producono ottimi vini rossi e bianchi, tra cui i mwdciDOC mwdcmFarocite-ref-215[215]
• mwdckBirra, ove si produce la mwdcoBirra DOC 15 e la mwdcsBirra dello Stretto dal 2016 nel nuovo birrificio Messina.cite-ref-216[216]

Diffuso è anche l'allevamento di vari tipi di animali da carne, in particolare di ovini (di cui è tradizione in città mangiarne le carni cotte in mwddeforno a legna) ma soprattutto di bovini (le cui interiora vengono arrostite sulla brace e vendute anche per strada, piatto che in mwddidialetto messinese vengono chiamate mwddmtaiuni, mwddqvirina e mwddupaddi i boi)cite-ref-217[217]. Il mwddolatte fresco, viene utilizzato per la produzione di:

• mwdd0Ricottacite-ref-218[218]
• mwdemMozzarella e altri latticini.cite-ref-219[219]

Artigianato e industria

Il settore secondario non è particolarmente sviluppato in città, dove è (ed era) imperniato sulle industrie di medie dimensioni, in diverse sedi:

• Zona Industriale Regionale (ZIR), nella zona Sud della città, vi erano attività come molitura del grano, produzione di generi alimentari, prefabbricati, mobili, ecc.cite-ref-220[220]
• Polo per lo sviluppo artigianale di mwdfeLarderìa, sempre nella zona meridionale della città: vi trovano sede numerose attività artigianali di medie dimensioni, dalle produzioni di alta qualità (aziende del settore alimentare, mobili, materiale prefabbricato e per l'edilizia).cite-ref-221[221]

Un capitolo a parte è invece il settore della cantieristica navale, vivo e presente nella zona falcata del porto cittadino, sede dei cantieri navali mwdfcRodriquez (ora mwdfgIntermarine) e dei cantieri navali “Palumbo”.

Servizi

Il terziario è, storicamente, il "settore trainante" dell'economia cittadina. Ciò è dovuto in parte alla presenza del mwdfsporto che in passato era un importante scalo d'esportazione per i prodotti locali (mwdfwvino, mwdf0seta e, su tutti, i derivati agrumari)cite-ref-222[222] e ancora oggi è un importante scalo merci, in particolare, materie prime e materie lavorate da/per le industrie di trasformazione del territorio.

Turismo

Il settore turistico si è sviluppato negli ultimi anni con la presenza annuale in città dei croceristi, risollevando Messina da una grave crisi nel settore dovuta alla vicinanza dei grandi poli di attrazione di mwdgoTaormina e delle mwdgsIsole Eolie (che fanno della città metropolitana la seconda più visitata del Mezzogiorno dopo Napoli e la prima in Sicilia). Nel 2017 sono stati mwdg4367 269cite-ref-risposteturismo-it-9-1[9] i croceristi sbarcati al porto della città, nel 2024 650 000.

Con le dovute distinzioni tra turisti e non turisti, le statistiche danno il settore turistico in netta crescita rispetto agli anni passati, soprattutto per quanto riguarda le presenze di turisti stranieri, grazie alle attrattive artistiche (mwdhycentro storico e monumenti, mwdhcMuseo Regionale con le opere di mwdhgAntonello e mwdhkCaravaggio) e naturalistiche (mwdhoCapo Peloro, laghi di mwdhsGanzirri, mwdhwmonti Peloritani).cite-ref-223[223].

Particolarmente vivo il settore balneare, in particolare per le coste della zona nord, intorno a Capo Peloro (il punto più vicino alla costa calabrese, in cui sorge il faro) che si affacciano sul mwdiiMar Ionio e dunque sullo mwdimStretto, e sul mwdiqMar Tirreno.

Infrastrutture e trasporti

Strade

La mwdiwtangenziale autostradale di Messina è parte della mwdi0A20 Messina-Palermocite-ref-224[224] che attraversa il territorio urbano da sud alla zona centro-nord. Ci sono sette svincoli: Messina sud Tremestieri, Messina San Filippo, Messina Gazzi, Messina Centro, Messina Boccetta, Messina Giostra-Annunziata, Messina nord Villafranca. La città è servita anche dall'mwdjiAutostrada A18 Messina-Catania.

Ferrovie

La città di Messina è collegata, via ferrovia, con il capoluogo di regione, Palermo, e con Catania e Siracusa. Le principali stazioni ferroviarie della città sono:

• mwdjcMessina Centrale (seconda in Sicilia per traffico passeggeri)
• mwdjsMessina Marittima (per i collegamenti con la linea ferroviaria del continente); è inoltre presente la stazione di Messina Scalo, dedicata al traffico merci.

Dal 2010, sulla tratta mwdj4Messina-mwdj8Giampilieri della mwdkaferrovia Messina-Siracusa, è attivo un mwdkeservizio ferroviario suburbano definito mwdkimwdkmMetroferrovia di Messina. Il servizio, gestito da Rete ferroviaria italiana, interessa 10 stazioni su 15mwdkq km interamente elettrificati e a doppio binario; le stazioni e le fermate servono i quartieri e le frazioni litoranee della città di Messina.

Dal 1º maggio 2021, in seguito a un accordo tra Trenitalia e ATM (l'azienda di trasporto urbano di Messina) è stato istituito il biglietto unico e la nuova tariffa metropolitanacite-ref-225[225].

Porti

Messina, sede di Autorità portuale, possiede il più grande mwdlyporto naturale attrezzato della mwdlcSicilia. Messina è collegata al continente con servizi di traghetti e aliscafi sia per mwdlgVilla San Giovanni (24 ore al giorno, 7 giorni la settimana) sia per mwdlkReggio Calabria. I collegamenti con Villa San Giovanni permettono il trasporto dei convogli ferroviari.cite-ref-assoporti-it-8-1[8] A Messina fanno capo servizi Ro-Ro denominati commercialmente "autostrada del mare".

Il mwdl8porto di Messina è il decimo in Italia (dopo Civitavecchia, Venezia, Napoli, Livorno, Savona, Genova, Bari e Palermo, La Spezia) per attività crocieristicacite-ref-risposteturismo-it-9-2[9] e il primo porto italiano per trasporto di passeggericite-ref-assoporti-it-8-2[8], nonché tra i primi d'Italia per estensione;

Dal 2006 la città è dotata di un secondo porto, costituito da due invasature per le navi traghetto che trasportano mwdmkcamion verso la Calabria. Il nuovo porto sorge nella periferia meridionale, nel sobborgo di Tremestieri, ed è agevolmente raggiungibile grazie al collegamento con lo svincolo Messina Sud - Tremestieri della mwdmotangenziale di Messina. Il nuovo porto mira ad assorbire la gran parte del traffico gommato pesante in attraversamento liberandone il centro cittadino. Il progetto di ampliamento, finanziato e appaltato da molti anni non è ancora conclusocite-ref-226[226].

Mobilità urbana

La città dispone di una rete di autoservizi urbani gestiti dalla società ATMcite-ref-227[227]. La città dal 3 aprile 2003 è servita per circa 7,7 chilometri dello sviluppo longitudinale del centro urbano da una linea tranviaria. Il servizio tram è integrato dal parcheggio a raso Annunziata al capolinea nord e dal parcheggio a raso Gazzi Zir al capolinea sud.cite-ref-228[228]

Dal 1917 al 1951 era presente una mwdnsrete di tranvie urbane realizzata a partire dall'elettrificazione delle due linee tranviarie a vapore mwdnwMessina-Giampilieri e mwdn0Messina-Barcellona.cite-ref-229[229]

Amministrazione

A seguito del turno elettorale del 12 giugno 2022, viene eletto sindaco di Messina mwdoyFederico Basile, proclamato il successivo 16 giugno.

Consolati

Messina ospita i consolati di mwdokDanimarca, mwdooGermania, mwdosIslanda, mwdowNorvegia, mwdo0Federazione Russa e mwdo4Spagnacite-ref-230[230].

Gemellaggi

Messene, dal 2013cite-ref-231[231]
Assisi, dal 2014cite-ref-232[232]
Malta, dal 2018cite-ref-233[233]
Kochi, dal 2022cite-ref-234[234]
Palmi, dal 2024cite-ref-235[235]
Noventa Vicentina, dal 2025.cite-ref-236[236]

Altre informazioni amministrative

Il comune di Messina fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: mwdrsregione agraria n.5 (Montagna litoranea di Messina)cite-ref-237[237].

Sport

Sport di squadra

• Lo sport più seguito a Messina è il mwdskcalcio, dove l'mwdsoA.C.R. Messina ha ottenuto una vittoria nel mwdsscampionato cadetto e 5 partecipazioni alla mwdswmassima serie (l'ultima delle quali nella stagione 2006-2007); iscritta alla mwds0Serie D dalla stagione 2025-26, disputa le gare casalinghe al mwds4San Filippo. È uno dei mwds818 club più antichi d'Italia e figura al 46º posto nella graduatoria per mwdtatradizione sportiva dei club calcistici e al 51º nella mwdteclassifica perpetua della Serie A. È stato inoltre il primo vincitore della mwdtiWhitaker Challenge Cup, il primo trofeo calcistico della storia del Centro-Sud Italia. Oltre all'mwdtmA.C.R. Messina le altre squadre di calcio della città sono: l'U.S.D. Messana 1966 fondata nel 1966 e l'A.S.D. Atletico Messina che militano nel girone B di mwdtqPromozione.
• Nel mwdtytennistavolo, Messina ha una grande tradizione sportiva, con diverse squadre nei massimi campionati, tra le quali la "Top Spin Messina", mwdtgcampione d'Italia nell'anno 2022. Il Body Center Messina si laureò campione d'Italia nel 1999. La Top Spin Messina ha vinto lo scudetto, nelle stagioni 2018/2019 e 2021/2022, la mwdtkCoppa Italia e la Supercoppa italiana nel 2019 e 2020. Inoltre il CUS Messina mantiene una squadra maschile e una femminile, entrambe militano in serie A2.
• Nella mwdtspallacanestro, la città dello Stretto è stata in Serie A con la mwdtwPallacanestro Messina. Oggi la Basket School Messina milita nel campionato nazionale di mwdt0Serie B Interregionale, assieme al Castanea Basket. In campo femminile, la mwdt4Rescifina ha militato per diversi anni in serie A1, arrivando sino alle semifinali scudetto.
• Nella mwduapallanuoto, il CUS Unime milita nel campionato maschile nazionale di mwdueSerie A2 dopo la promozione conquistata nella stagione 2017/18 con ben 22 vittorie su 22 partite giocate. In campo femminile la mwduimwdumWaterpolo Messina ha militato in mwduqSerie A1 fino al 2018. Nella stagione 2014/15 arrivò 3ª in Serie A1 e in finale di Coppa Italia. In quella successiva, 2015/16, si classificò 2ª.
• Nella mwduypallamano, Messina è rappresentata nei campionati nazionali maschili dalla mwducmwdugPallamano Messina che milita attualmente in mwdukSerie A2. Ha militato nel massimo campionato di pallamano italiano, la mwduoSerie A1, dal 1998 al 2000. In campo femminile, Messina è rappresentata dall'mwdusHandball Club Messana, che milita con la prima squadra in mwduwSerie A2.cite-ref-238[238]
• Nella mwdvipallavolo, lmwdvm'mwdvqAkademia Messina milita in mwdvuSerie A2. Vi sono poi diverse squadre che militano nei campionati di mwdvySerie C maschile come il Mondo Volley Messina (nato nel 2015) e mwdvcSerie C femminile come il Messana Tremonti, il Messina Volley, il Team Volley Messina (ex Pallavolo Messina) e la Zanclon, squadra trampolino di lancio del palleggiatore mwdvgValerio Vermiglio.
• Nel mwdvorugby, il Messina Rugby milita in mwdvsSerie B e disputa le gare casalinghe presso lo stadio Arturo Sciavicco.
• Nel mwdv0calcio a 5, il mwdv4Messina Futsal maschile milita in mwdv8Serie A2, così come la squadra femminile, ASD Team Scaletta.
• Nell'mwdweHockey in-line, la mwdwiKings Messina milita nella mwdwmSerie C e disputa le gare casalinghe presso il PalaTenda CEP.cite-ref-239[239]

Maratona

Negli ultimi anni si è sviluppato un interesse crescente per le maratone al punto che ora sono presenti due importanti appuntamenti in città. La Messina Marathoncite-ref-240[240] che si disputa nella seconda metà di aprile lungo il percorso della riviera nord; e la maratonina di mezzagosto che si disputa in notturna nel circuito ricavato nelle strade del centro.cite-ref-241[241]

Ciclismo

Giro d'Italia

Messina è stata sede della cosiddetta "Grande Partenza" del mwdxyGiro d'Italia nell'edizione del mwdxc1930, con il via ufficiale della corsa dato il mwdxg17 maggio dal viale Garibaldi alla volta di mwdxkCatania, dove si concluse la prima tappa con la vittoria di mwdxoMichele Mara.cite-ref-giro-242-0[242] In totale, la città è stata mwdx8sede di tappa della "Corsa Rosa" in quindici occasioni (cinque partenze e dieci arrivi).cite-ref-giro-242-1[242]

Gli arrivi di tappa a Messina del Giro d'Italia sono stati i seguenti:

• mwdyc1930 (20 maggio): 3ª tappa, mwdygPalermo - Messina (257mwdyk km), vincitore mwdyoLuigi Marchisio
• mwdyw1949 (22 maggio): 2ª tappa, mwdy0Catania - Messina (263mwdy4 km), vincitore mwdy8Sergio Maggini
• mwdze1976 (24 maggio): 4ª tappa, mwdziCefalù - Messina (192mwdzm km), vincitore mwdzqFrancesco Moser
• mwdzy1982 (24 maggio): 10ª tappa, mwdzcCefalù - Messina (197mwdzg km), vincitore lo mwdzksvizzero mwdzoUrs Freuler
• mwdzw1989 (23 maggio): 3ª tappa, mwdz0Villafranca Tirrena - Messina (cronometro a squadre, 32,5mwdz4 km), vinta dalla mwdz8Ceramiche Ariostea
• mwdae1993 (28 maggio): 6ª tappa, mwdaiVillafranca Tirrena - Messina (130mwdam km), vinta da mwdaqGuido Bontempi
• mwday1999 (17 maggio): 3ª tappa, mwdacCatania - Messina (176mwdag km), vinta dall'mwdakolandese mwdaoJeroen Blijlevens
• mwdaw2017 (10 maggio): 5ª tappa mwda0Pedara - Messina (159mwda4 km), vinta dal mwda8colombiano mwdbaFernando Gaviria
• mwdbi2022 (11 maggio): 5ª tappa mwdbmCatania - Messina (174mwdbq km), vinta dal mwdbufrancese mwdbyArnaud Démare

Motori

L'ACI Messina organizzava annualmente il Rally Internazionale di Messina, valido per il campionato nazionale. La corsa automobilistica si snodava su percorsi interamente asfaltati, per un totale di oltre mwdbk500 km, su strade del comune e della città metropolitana. Altre gare automobilistiche che si sono svolte nell'ambito comunale sono state lo slalom Kalonerò nella strada che sale al villaggio di San Placido Caloneròcite-ref-243[243], e lo slalom dei Colli Sarrizzo che ricalca la storica Coppa San Rizzo (o Sarrizzo)cite-ref-244[244]. L'ultima gara di auto la "Ronde dei Peloritani"cite-ref-245[245] svolta fino al 2013, su un'unica "prova speciale", ripetuta più volte, era ricavata lungo le strade dei Colli Peloritani appunto, ma non ha avuto lo stesso successo dei rally organizzati negli ottanta e novanta. Rimangono però gli appassionati che partecipano attivamente ai rally come equipaggi nelle gare che si svolgono in tutta la Sicilia. Sono rimaste come gare automobilistiche lo slalom di Salice dal 2017 e poi una sola prova speciale del Rally del Tirreno che parte sempre dalla frazione di Salice e percorrendo le strade dei colli San Rizzo giunge fino alla frazione di Gesso.

Vela

A Messina vengono svolte diverse regate veliche più o meno importanti tra cui sono stati organizzati per esempio nel 1982 i campionati mondiali di windsurfcite-ref-246[246]. I circoli nautici messinesi, tra cui il Circolo Tennis e Vela Messinacite-ref-247[247], Lega Navale Messinacite-ref-248[248] e la Motonautica Peloritanacite-ref-249[249] assicurano durante tutto l'anno delle basi d'appoggio per poter praticare lo sport della vela.

Impianti sportivi

• mwddsStadio Franco Scoglio "San Filippo", polo sportivo San Filippo, inaugurato nel 2004, capienza mwddw38 722 posti
• mwdd4Stadio comunale "Giovanni Celeste", inaugurato nel 1932, capienza mwdd812 000 posti
• mwdeePalaRescifina (già PalaSanFilippo), polo sportivo San Filippo, inaugurato nel 2000, capienza mwdei5 500 posti
• mwdeqPalaTracuzzi, Roccaguelfonia (circonvallazione), inaugurato nel 1983, capienza mwdeu2 000 posti
• Palestra "Juvara", via Placidacite-ref-250[250]
• Centro Sportivo Universitario "Primo Nebiolo" (CUS Messina), c.da Conca d'Oro - Annunziata alta (il più grande del mwdewMeridione d'Italia)cite-ref-251[251]
• PalaNebiolo, inaugurato nel 2001, capienza mwdfi1 000 posticite-ref-252[252]
• Stadio "Primo Nebiolo" baseball inaugurato nel 1998, capienza mwdfg2 800 posti
• Piscina comunale e Campo di Atletica "Cappuccini", via Trapani, capienza mwdfo1 500 posticite-ref-253[253]cite-ref-254[254]
• Palestra comunale di Ritirocite-ref-255[255]
• Pista d'atletica e campo ex GIL "Salvatore Santamaria"cite-ref-256[256]
• Piscina comunale "Graziella Campagna", viale S. Martinocite-ref-257[257]
• PalaMili, Mili San Marco inaugurato nel 2005cite-ref-258[258]
• Palazzetto di Gravitelli "Carmelo Russello", ultimato nel 2006cite-ref-259[259]
• Palestra "Evemero", Ganzirri.cite-ref-260[260]

Note

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Collegamenti esterni

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